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Ultimo aggiornamento: 18:30

Roma, migliaia in corteo contro il Ddl Bongiorno sulla violenza sessuale: “Un tradimento nei confronti delle donne”

Manifestazione nazionale dei centri antiviolenza contro la modifica della legge sulla violenza sessuale proposta dalla senatrice Bongiorno
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Dopo i presidi organizzati in diverse città in Italia, lo scorso 15 febbraio, in occasione dell’anniversario dei 30 anni dall’approvazione, nel 1996, della legge contro lo stupro, i centri antiviolenza scendono ancora in piazza per protestare contro il Ddl Bongiorno e lo fanno con un corteo nazionale nella capitale. “Questa manifestazione ha visto moltissime adesioni – dice Francesca De Masi, presidente della cooperativa sociale Be Free – più di 500 centri antiviolenza si sono mobilitati in tutto il Paese, ma il sostegno è arrivato anche da parte della società civile.”
A convincere le organizzazioni femministe a scendere in piazza, è stata la modifica, presentata dalla senatrice leghista Giulia Bongiorno, alla proposta di legge sulla violenza sessuale che, lo scorso novembre, era stata votata, in maniera bipartisan, alla Camera. Il testo iniziale infatti definiva lo stupro come atto compiuto “senza il consenso libero e attuale“, definizione poi cambiata lo scorso 27 gennaio in Commissione al Senato, su spinta della Lega, con la frase “contro la volontà della persona“.
A sfilare per le vie del centro città anche delegazioni di Amnesty, Fiom, Uil, Cobas e Cgil con il segretario generale Maurizio Landini. “Noi chiediamo che piuttosto si ritorni alla legge sessuale approvata nel 1996 – conclude De Masi – piuttosto che fare queste modifiche che hanno rappresentato un tradimento nei confronti delle donne e delle soggettività che sono più esposte alla violenza”

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