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Attacco all’Iran, Noury (Amnesty): “Illegale e aggravato”. La Rete italiana italiana pace e disarmo: “La diplomazia può ancora salvare tutto”

Il portavoce della ong: "Siamo ormai oltre l’attacco preventivo: siamo all’attacco predittivo". La Rete italiana Pace e Disarmo: "Nessun obiettivo geopolitico giustifica la violenza militare e il suo inevitabile carico di morti, feriti e distruzione tra le popolazioni civili"
Attacco all’Iran, Noury (Amnesty): “Illegale e aggravato”. La Rete italiana italiana pace e disarmo: “La diplomazia può ancora salvare tutto”
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“La domanda ‘Efficace o inefficace?’ Rispetto agli obiettivi dichiarati da chi ha lanciato l’attacco all’Iran è sbagliata. La domanda corretta è o dovrebbe essere, se vogliamo ancora avere come riferimento il diritto internazionale: ‘Legale o illegale?’. Così Riccardo Noury, portavoce di Amnesty International sezione Italia e la Rete italiana Pace e Disarmo, commentano l’attacco di Usa e Israele all’Iran. “La risposta a tale domanda è chiara ed è la seconda, ulteriormente aggravata dagli effetti sulle vittime civili in Iran che ci arrivano dai mezzi d’informazione. Aggiungo che pare siamo ormai oltre l’attacco preventivo: siamo all’attacco predittivo” prosegue il portavoce di Amnesty in Italia all’Adnkronos.

Stesso tenore delle riflessioni della Rete italiana Pace e Disarmo, che esprime in un comunicato pubblicato sul proprio sito la ferma condanna dell’operato americano, sottolineando il momento in cui giunge quest’attacco e cioè “mentre la diplomazia stava cercando una via d’uscita. Solo ieri, il ministro degli Esteri dell’Oman Badr al-Busaidi — il principale mediatore nei negoziati tra Washington e Teheran — aveva dichiarato che l’Iran era pronto a rinunciare alle proprie scorte di uranio arricchito e aveva definito l’accordo di pace “alla nostra portata”.

La Rete ha sottolineato che “la diplomazia può ancora salvare tutto” , aggiungendo che “nessun obiettivo geopolitico giustifica la violenza militare e il suo inevitabile carico di morti, feriti e distruzione tra le popolazioni civili”. La nota si conclude infine con la richiesta “al governo italiano e a quelli dell’Unione Europea di dissociarsi da questa follia, di richiedere la convocazione immediata del Consiglio di sicurezza dell’Onu e di interdire l’uso delle basi, dei porti e degli aeroporti alle forze armate degli Stati Uniti impiegate in questa guerra illegale”.

Foto: a sinistra Noury, a destra Francesco Vignarca coordinatore nazionale della Rete Italiana pace disarmo

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