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Francia, Germania e Uk contro l’Iran: “Cessi gli attacchi”. Solo Sánchez critica Trump: “Rifiutiamo azioni unilaterali”

L'Alta rappresentante Ue Kallas: "Teheran è una minaccia per la sicurezza globale". Mosca: "Aggressione immotivata". E Lavrov chiama l'omologo iraniano
Francia, Germania e Uk contro l’Iran: “Cessi gli attacchi”. Solo Sánchez critica Trump: “Rifiutiamo azioni unilaterali”
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Nè l’Unione europea nè i più importanti leader del vecchio continente, con l’esclusione del premier spagnolo Pedro Sánchez, condannano l’attacco Usa all’Iran delle prime ore di sabato. L’Alta rappresentante Ue per la politica estera Kaja Kallas parla di sviluppi “pericolosi”, ma sottolinea che “il regime iraniano ha ucciso migliaia di persone”: “I suoi programmi missilistici balistici e nucleari, insieme al sostegno ai gruppi terroristici, rappresentano una seria minaccia per la sicurezza globale”, scrive sui social in mattinata. Dopo qualche ora intervengono con una nota congiunta i presidenti di Regno Unito, Francia e Germania, che non stigmatizzano l’offensiva lanciata da Donald Trump ma soltanto la reazione di Teheran: “Condanniamo con la massima fermezza gli attacchi iraniani contro i Paesi della regione. L’Iran deve astenersi da attacchi militari indiscriminati. Lanciamo un appello alla ripresa dei negoziati ed esortiamo i dirigenti iraniani a cercare una soluzione negoziata”, affermano Keir Starmer, Emmanuel Macron e Friedrich Merz.

Mosca: “Aggressione immotivata”

Mosca invece prende da subito una posizione netta contro l’iniziativa Usa, con il ministero degli Esteri che parla di un “atto di aggressione immotivato“. Il ministro Sergei Lavrov ha avuto un colloquio telefonico con l’omologo iraniano Abbas Araghchi, nel quale, fa sapere il ministero, “ha condannato l’attacco armato non provocato degli Stati Uniti e di Israele, in violazione dei principi e delle norme del diritto internazionale e ignorando completamente le gravi conseguenze per la stabilità e la sicurezza regionali e globali”. Lavrov ha chiesto di “porre immediatamente fine agli attacchi” e ha ribadito “la disponibilità della Russia a contribuire alla ricerca di soluzioni pacifiche”. Su Telegram Dmitry Medvedev ha accusato Trump di aver tradito la propria retorica pacifista: “Il pacifista ha mostrato ancora una volta il suo vero volto”, ha scritto l’ex presidente russo, oggi vicesegretario del Consiglio di Sicurezza nazionale. Alla vigilia dell’attacco, in realtà, il capo della Casa Bianca era stato piuttosto chiaro sull’insoddisfazione per i negoziati in corso a Ginevra: “Non vorrei attaccare, ma qualche volta va fatto”, aveva dichiarato. Secondo Medvedev, i colloqui erano “un’operazione di copertura”.

L’Ue non condanna. Sánchez: “No ad azioni unilaterali”

Il un post sui social, Kallas aggiunge di aver parlato con il ministro degli Esteri israeliano Gideon Sa’ar con altri responsabili della regione, precisando che l’Unione europea sta collaborando strettamente con i partner arabi per esplorare percorsi diplomatici. “La protezione dei civili e il diritto internazionale umanitario sono una priorità”, afferma, rimarcando la necessità di contenere l’escalation. L’Alta rappresentante sottolinea che la missione navale europea Operazione Aspides resta in stato di massima allerta nel mar Rosso ed è pronta a contribuire al mantenimento del corridoio marittimo aperto, in un’area già destabilizzata dagli attacchi alle rotte commerciali.

“Non deve essere consentito che l’Iran abbia mai un’arma nucleare” afferma un portavoce del governo di Keir Starmer nel primo commento all’attacco di Usa e Israele, non senza ricordare come il Regno Unito abbia “insistentemente sostenuto una soluzione negoziale”. Il portavoce non cita alcun ruolo britannico nell’attacco, sottolinea “la priorità di garantire la sicurezza dei cittadini britannici nella regione” e auspica che non ci sia “una più vasta escalation regionale”. Londra – fa infine sapere – ha attivato “le misure difensive” previste dagli “impegni di sicurezza di lunga data con i suoi alleati in Medio Oriente”.

Più netta la condanna del governo spagnolo. Prima interviene il ministro degli Esteri José Manuel Albares, chiedendo “il rispetto del diritto internazionale”, poi il premier Pedro Sánchez: “Rifiutiamo l’azione militare unilaterale di Stati Uniti e Israele, che comporta una escalation e contribuisce a un ordine internazionale più incerto e ostile. Allo stesso modo rifiutiamo le azioni del regime iraniano e della Guardia rivoluzionaria”, scrive il leader socialista su X. “Non possiamo permetterci un’altra guerra prolungata e devastatrice in Medio Oriente. Esigiamo la de-escalation immediata e il pieno rispetto del diritto internazionale. È ora di riprendere il dialogo e raggiungere una soluzione politica duratura per la regione”

“Garantire la sicurezza nucleare”

“Gli sviluppi in Iran sono molto preoccupanti” scrivono in un post su X la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen e il presidente del Consiglio Ue, António Costa, esortando le parti “alla moderazione“. “Restiamo in stretto contatto con i nostri partner nella regione e riaffermiamo il nostro fermo impegno a salvaguardare la sicurezza e la stabilità regionale – sottolineano i due leader Ue, secondo cui “è di fondamentale importanza garantire la sicurezza nucleare e prevenire qualsiasi azione che possa ulteriormente aggravare le tensioni o indebolire il regime globale di non proliferazione”.

“L’Unione Europea ha adottato sanzioni estese in risposta alle azioni del regime omicida iraniano e delle Guardie rivoluzionarie e ha costantemente promosso sforzi diplomatici volti ad affrontare i programmi nucleari e balistici attraverso una soluzione negoziata – ricordano – In stretto coordinamento con gli Stati membri dell’Ue, adotteremo tutte le misure necessarie per garantire che i cittadini dell’Ue nella regione possano contare sul nostro pieno sostegno”. Costa e von der Leyen concludono invitando “tutte le parti a esercitare la massima moderazione, a proteggere i civili e a rispettare pienamente il diritto internazionale”.

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