Pakistan-Afghanistan, è “guerra aperta”. L’aviazione di Islamabad bombarda Kabul: “Uccisi almeno 133 talebani”
Il Pakistan ha dichiarato “guerra aperta” all’Afghanistan. “La nostra pazienza ha raggiunto il limite. Ora è guerra aperta tra noi e voi”, ha scritto su X Khawaja Asif, ministro della Difesa di Islamabad. Il primo ministro Shehbaz Sharif ha dichiarato che le forze armate del suo Paese possono “schiacciare” gli aggressori. “Le nostre forze hanno la piena capacità di schiacciare qualsiasi ambizione aggressiva”, ha affermato Sharif, secondo la pagina X del governo pakistano. “L’intera nazione è al fianco delle forze armate pakistane”, ha aggiunto.
Le forze armate pakistane hanno bombardato importanti città afghane, tra cui la capitale Kabul, dove nella serata di ieri corrispondenti di Afp hanno riferito di aver udito forti esplosioni seguite da colpi d’arma da fuoco, per diverse ore. Le strade di Kabul erano tranquille dopo l’alba, in linea con un venerdì di Ramadan nella nazione a maggioranza musulmana. Le autorità talebane non hanno aumentato significativamente la presenza delle forze di sicurezza né i posti di blocco, hanno riferito i giornalisti dell’agenzia.
“È stata confermata la morte di 133 talebani afghani e il ferimento di oltre 200 – ha riferito Mosharraf Zaidi, portavoce di Sharif, in un comunicato -. Si stima che le vittime siano molte di più negli attacchi contro obiettivi militari a Kabul, Paktia e Kandahar“. Inoltre 27 postazioni dei talebani afghani sono state distrutte e nove sono state conquistate. Il governo talebano, da parte sua, sostiene di aver colpito obiettivi militari in territorio pakistano e di aver inflitto perdite alle truppe di Islamabad, inclusa la distruzione di alcune installazioni difensive. Anche in questo caso, le informazioni restano difficilmente verificabili in modo indipendente.
Lungo la frontiera, considerata una delle più instabili della regione, si registrano movimenti di truppe e rafforzamenti delle postazioni militari su entrambi i lati. I valichi principali risultano sottoposti a controlli più severi e il traffico commerciale ha subito rallentamenti. La linea di confine, già teatro in passato di scontri sporadici, è tornata a essere un punto caldo con il rischio di ulteriori escalation.
Altri reporter di Afp nei pressi del valico chiave di Torkham hanno sentito spari e bombardamenti intorno alle 9:30 (le 6 in Italia, ndr), prima che gli scontri transfrontalieri riprendessero, mentre si udivano colpi d’arma da fuoco in lontananza. Uno dei giornalisti ha visto altri soldati afghani dirigersi verso la frontiera, prima che le forze di sicurezza gli intimassero di lasciare la zona. Il valico di Torkham è rimasto aperto agli afghani che tornavano in massa dal Pakistan, nonostante il confine terrestre sia rimasto in gran parte chiuso dopo gli scontri tra i due Paesi confinanti di ottobre. Il campo di Omari che ospita i rimpatriati vicino al valico è stato colpito dai combattimenti durante la notte, costringendo la gente a fuggire.
L’escalation è iniziata dopo che le forze afghane hanno attaccato le truppe di frontiera pakistane ieri sera, in risposta ai precedenti attacchi aerei di Islamabad. Le relazioni tra i vicini sono peggiorate negli ultimi mesi, con i valichi di frontiera terrestri in gran parte chiusi dopo i sanguinosi combattimenti di ottobre che hanno causato la morte di oltre 70 persone da entrambe le parti. Islamabad accusa l’Afghanistan di non agire contro i gruppi militanti che compiono attacchi in Pakistan, cosa che il governo talebano nega. La maggior parte degli attacchi è stata rivendicata dal Tehreek-e-Taliban Pakistan (Ttp), un gruppo militante che ha intensificato gli attacchi in Pakistan da quando i talebani afghani sono tornati al potere a Kabul nel 2021.
Diversi cicli di negoziati tra Islamabad e Kabul hanno fatto seguito a un iniziale cessate il fuoco mediato da Qatar e Turchia, ma gli sforzi non sono riusciti a produrre un accordo duraturo. Sia l’esercito afghano che quello pakistano hanno dichiarato di aver ucciso decine di soldati nell’ultima ondata di violenze al confine, che ha fatto seguito ai molteplici attacchi di Islamabad in Afghanistan e agli scontri lungo la frontiera negli ultimi mesi.
Sul fronte diplomatico nelle scorse ore il vicepremier e ministro degli Esteri pakistano, Ishaq Dar, ha avuto un colloquio con il capo della diplomazia saudita, Faisal bin Farhan bin Abdullah. L’Iran ha offerto il proprio aiuto per “facilitare il dialogo” tra i due paesi. Lo ha scritto su X il ministro degli esteri iraniano Abbas Araghchi. Anche la Cina si offre: “In quanto Paese vicino e amico, la Cina è profondamente preoccupata per l’escalation del conflitto e molto addolorata per le vittime provocate dal conflitto”, ha detto ai giornalisti la portavoce del ministero degli Esteri, Mao Ning. La Repubblica Popolare, ha ribadito, “ha fatto da mediatore tra Pakistan e Afghanistan tramite i propri canali ed è pronta a continuare a svolgere un ruolo costruttivo per la de-escalation”.