La scure di Trump sul Minnesota: tagliati finanziamenti Medicaid. Jd Vance: “Lo Stato amministri bene i soldi pubblici”
Prima l’invio degli agenti dell’Ice, che hanno scatenato proteste di massa per la loro violenza arbitraria, culminata con l’uccisione di Renee Nicole Good e Alex Pretti, due cittadini americani. E ora l’amministrazione Trump insiste col pugno duro in Minnesota, Stato che vota democratico continuativamente da più di tutti gli altri: Jd Vance ha infatti annunciato “la sospensione in via temporanea” di alcuni finanziamenti Medicaid, pari a 259 milioni di dollari nell’ambito della campagna di repressione dell’uso improprio di fondi pubblici. Medicaid è la rete di sicurezza sanitaria americana per i cittadini a basso reddito: alla fine del 2025, erano quasi 70 milioni gli iscritti a livello nazionale.
Da mesi la Casa Bianca cavalca lo scandalo dei sussidi pubblici che ha coinvolto anche la comunità somala del North Star State — la più numerosa del Paese con circa 80mila membri che Trump ha definito “spazzatura” e ha accusato di avere “saccheggiato il sistema” — per attaccarla e inasprire la sua politica migratoria. Il presidente Usa parla di una truffa ai fondi pubblici per 9 miliardi di dollari su un totale di 18, stessa cifra ipotizzata dagli investigatori federali ma contestata dal governatore dello Stato, Tim Walz, e che per ora non è ancora stata provata in tribunale.
Vance, che fa così il suo esordio nel nuovo incarico di zar della “guerra alle frodi”, affidatogli da Trump, secondo i media americani, ha aggiunto che l’amministrazione Usa sta adottando la misura allo scopo di “garantire” che il Minnesota “prenda sul serio i suoi obblighi di buona amministrazione del denaro pubblico americano”, lamentati anche dal tycoon martedì nel suo discorso sullo Stato dell’Unione. La decisione fa parte del più ampio sforzo di Trump contro le frodi in tutto il Paese, rafforzato dalle accuse di malaffare a carico degli asili nido gestiti da residenti somali a Minneapolis, all’origine di una massiccia repressione dell’immigrazione nella città e, di riflesso, di proteste diffuse verso la stretta.
Pur senza nessuna prova, l’amministrazione Usa sostiene peraltro che i fondi siano finiti anche nelle mani dei terroristi di Al-Shabaab, filone sul quale è stata aperta un’indagine federale a fine 2025. Il governo ha già bloccato 185 milioni di dollari di pagamenti per i servizi all’infanzia, dopo il video del 26 dicembre dello youtuber conservatore Nick Shirley, secondo cui diversi centri gestiti da immigrati somali ricevevano fondi pubblici senza fornire effettivamente i servizi. Di fatto dal 2019, i servizi per l’infanzia in Minnesota sono sotto osservazione per presunte frodi, poi certificate. Per questo lo Stato ha intensificato i controlli. Nelle strutture segnalate dallo youtuber, sono state verificate numerose violazioni delle licenze statali in materia di pulizia, supervisione del personale e tenuta di registri relativi a vaccinazioni e allergie, ma non sono state certificate frodi. A gonfiare il caso anche i ripetuti attacchi del presidente Usa a Ilhan Omar, prima somalo-americana a entrare nel Congresso che peraltro è stata aggredita durante un incontro pubblico a fine gennaio. Trump ha puntato il dito contro l’aumento del patrimonio suo e del marito, passato da circa 50mila dollari a una cifra milionaria in poco tempo, e la accusa di essere collegata alle indagini in Minnesota. Nei confronti di Omar però non è mai stata formalizzata nessuna accusa. Oltre alla questione migranti, che rimane il target principale, il Minnesota resta un bersaglio per Trump anche per motivi strettamente politici. Nelle ultime tre elezioni il presidente Usa ha ripetutamente dichiarato di avere vinto nello Stato, nonostante i risultati ufficiali dicessero il contrario, e ha parlato di sistema elettorale “corrotto”.