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Sanremo 2026, top e flop della seconda serata: ottimo il coro Anfas di La Spezia, meno il meccanismo degli annunci

Oltre a Conti e Pausini, fissi, era impegnato nel ruolo Achille Lauro che aveva anche altro da fare (e lo ha fatto bene), e Pilar Fogliati e Lillo che non sapevano cosa fare
Sanremo 2026, top e flop della seconda serata: ottimo il coro Anfas di La Spezia, meno il meccanismo degli annunci
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Dopo la performance della signora Gianna Pratesi, da cui nessuno per ora ha chiesto di prendere le distanze (almeno che io sappia) e che ha concentrato su di sé tutta l’attenzione nella prima serata, torniamo a separare gli elementi positivi e quelli negativi di ieri sera, i top e i flop, come facciamo sempre in queste righe.

Dunque i buoni sono i giovani e meno giovani del coro dell’Anfas di La Spezia e con loro Carlo Conti che prosegue nel coinvolgimento nel suo festival di esperienze di recupero dal disagio attraverso varie di forme di arte.

Da tempo io sostengo che chi viene ospitato a Sanremo, sia un premio Nobel o una casalinga di Voghera, dovrebbe esibirsi in qualcosa che ha a che fare con la canzone, con la musica. Proprio come ha fatto ieri sera il coro che ha intonato un classico sanremese, Si può dare di più, e lo ha fatto con un entusiasmo che ha coinvolto anche Laura Pausini in uno slancio di spontaneità.

E’ vero: il tutto, esibizione canora e successivi commenti, si è svolto in mezzo a una certa confusione, in un clima un po’ da oratorio. Ma credetemi, meglio l’oratorio canterino di quelli che salgono sul palco dell’Ariston a proporre un monologo sul loro senso della vita.

Quello che non ha funzionato, invece, è il meccanismo degli annunci e degli annunciatori delle canzoni in gara. Ieri erano ben cinque: oltre a Conti e Pausini, fissi, era impegnato nel ruolo Achille Lauro che aveva anche altro da fare (e lo ha fatto bene), e Pilar Fogliati e Lillo che non sapevano cosa fare.

Lui dopo qualche spunto ironico sulla recitazione enfatica degli annunci, ha ripetuto il giochino della lettura dei punti e delle virgole, divertente una volta ma poi basta, e infine si è inventato un balletto. Lei dopo la prevedibile gag delle diverse voci delle ragazze romane e i cambi d’abito che consentono, giustamente, di ammirare la sua figura, ha partecipato al balletto. Che non è proprio il campo in cui emergono i suoi numerosi talenti, le sue notevoli qualità attoriali rimaste purtroppo inespresse.

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