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Epstein Files, è il giorno della testimonianza di Hillary Clinton. Cadono altre teste, da Harvard al Nebraska

Per l'ex segretario di Stato deposizione videoregistrate a Chappaqua: dovrà chiarire i contatti con Ghislaine Maxwell. Il 27 febbraio è il turno del marito Bill, salito per quattro volte sul "Lolita Express" e ritratto in pose potenzialmente compromettenti
Epstein Files, è il giorno della testimonianza di Hillary Clinton. Cadono altre teste, da Harvard al Nebraska
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Il terremoto degli Epstein files scuote gli Stati Uniti. Il partito repubblicano, i democratici. Il mondo della politica, della finanza. Le elite. L’ultimo terremoto – dopo l’indagine di Npr secondo cui mancano dai file oltre 50 pagine in cui una minorenne accusava Trump di abusi – sono le dimissioni di Larry Summers, ex segretario al Tesoro Usa, che ha lasciato la sua cattedra ad Harvard. Le accuse nei suoi confronti finora non riguardano reati sessuali, ma il profondo legame personale e professionale con Epstein, mantenuto ancora per anni dopo la condanna del finanziere nel 2008. Dal Nebraska, invece, sempre per la corrispondenza e i vari incontri con Epstein che compaiono nei documenti del Dipartimento di Giustizia, l’ex senatore democratico Bob Kerrey si è dimesso dalla presidenza della start-up Monolith, azienda energetica specializzata nella produzione di idrogeno a basse emissioni e di nerofumo, una sostanza utilizzata negli pneumatici e in altri prodotti in gomma. E oggi è il giorno della deposizione di Hillary Clinton, che precede di 24 ore quella del marito Bill, che compare in diverse foto con Epstein e giovani ragazze. Entrambe le testimonianze avverranno a Chappaqua, nella loro residenza privata nella contea di Westchester, a nord di New York.

Il deputato repubblicano James Comer, presidente della Commissione per la Vigilanza e la Riforma del governo, aveva già annunciato all’inizio del mese che le deposizioni, videoregistrate, sarebbero avvenute a porte chiuse e in seguito trascritte e pubblicate. Il filmato dovrebbe essere diffuso in base a un accordo che rimanda a quanto accaduto con le testimonianze di Bill Clinton del 1998, quando l’allora presidente dovette rispondere alla giuria su varie accuse di abusi sessuali. Testimonianze poi rese pubbliche il mese successivo. Peraltro è stato proprio Comer a sollevare la questione di un nipote di Maxwell che ha lavorato per Hillary Clinton , scrive il Nyt, “durante la sua campagna presidenziale del 2008 e poi al Dipartimento di Stato. Ma l’avvocato della signora Clinton – scrive il giornale Usa – ha affermato che la signora Clinton non ha mai saputo che il dipendente, Alexander Djerassi, fosse imparentato con la signora Maxwell”.

L’ex presidente e l’ex segretario di Stato hanno sempre negato di aver compiuto illeciti nell’ambito del caso Epstein. Bill Clinton però, tra le altre cose, dovrà rispondere del fatto di aver volato quattro volte sull’aereo privato dell’ex finanziere pedofilo nel 2002 e nel 2003. Le sue foto contenute nei fascicoli pubblicati di recente dal Dipartimento di Giustizia hanno mostrato, poi, l’ex presidente in pose potenzialmente compromettenti, in particolare una in cui si trova in una vasca idromassaggio con lo stesso Epstein e una donna. Hillary, da parte sua, ha affermato di non aver mai incontrato Epstein, ma ha ammesso di aver visto la sua complice, Ghislaine Maxwell, ora in carcere. L’ex segretaria di Stato dovrà quindi dimostrare di non aver in alcun modo messo a rischio la sicurezza nazionale.
Per i repubblicani, puntare i riflettori sui Clinton avrebbe l’innegabile vantaggio di distogliere l’attenzione dell’opinione pubblica dal rapporto tra Trump e il discusso finanziere. Ma, secondo quanto riporta il New York Times, da alcuni memo interni dell’Fbi emergono colloqui del 2019 con una donna che si era fatta avanti dopo l’arresto del finanziere pedofilo per denunciare sia lui che Trump. Quattro persone sono state interrogate sulla questione, tuttavia nei documenti pubblicati dal dipartimento di Giustizia c’è il riassunto di un solo colloquio nel quale viene accusato solamente Epstein.
Intanto Bill Gates, travolto anch’egli dallo scandalo, si è scusato con lo staff della sua fondazione per la sua frequentazione con Epstein, ammettendo di aver commesso “un errore enorme”. “Non ho fatto nulla di illecito – si è però difeso – e non ho visto nulla di illecito”. Anzi “per essere chiari, non ho mai trascorso del tempo con le vittime, le donne che lo circondavano”, ha aggiunto Gates parlando nel corso di un incontro pubblico tenutosi martedì e la cui registrazione è stata esaminata dal Wall Street Journal. Il magnate ha espresso rammarico per il fatto che il suo rapporto con Epstein abbia influenzato il lavoro della sua organizzazione filantropica. In una bozza di email, tra i documenti pubblicati, Epstein aveva scritto di relazioni extraconiugali di Gates, affermando che il legame con il fondatore di Microsoft andava dall’aiutare Bill “a procurarsi droga per affrontare le conseguenze del sesso con ragazze russe”, al facilitare “i suoi incontri illeciti con donne sposate”. Macigni sulla reputazione di Gates. Infine Larry Summers.

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