Caso Epstein, la polizia inglese pressa ex collaboratori e personale aeroportuale: vuole le prove del coinvolgimento di Andrea nel traffico di esseri umani
Chi ha chiuso un occhio, adesso parli. La Metropolitan Police di Londra si sta rivolgendo a tutti coloro che hanno lavorato per Andrea Mountbatten-Windsor affinché collaborino alle indagini. Gli agenti della scorta, i collaboratori, i segretari personali, tutti coloro che possono aver “visto o sentito qualcosa di rilevante” si facciano avanti. In particolare, l’appello nasce dal sospetto che chi è stato al fianco dell’ex principe dal 1999, anno in cui ha conosciuto Jeffrey Epstein, possa essere stato invitato a “soprassedere” di fronte ad attività, plausibilmente illecite, come quelle in corso sull’isola privata Little St James. Questo filone di inchiesta sarebbe dunque connesso all’ipotesi di un coinvolgimento dell’ex principe Andrea nel traffico di esseri umani e sfruttamento della prostituzione messi in atto dal faccendiere e pedofilo americano trovato morto in carcere nel 2019.
Ad oggi, sono dieci le forze di polizia britanniche intente a scandagliare i contenuti dei 3 milioni di file pubblicati in gennaio dal Dipartimento di Giustizia americano, tutti in cerca di prove mentre la Thames Valley Police sta proseguendo le perquisizioni al Wood Farm di Sandringham dove Andrea è stato trasferito in attesa di andare nel piccolo cottage di “Marsh Farm”. In questo caso, l’ipotesi di reato che vedrebbe imputato il fratello del re è quella di abuso d’ufficio ed è relativa all’incarico svolto come inviato speciale del governo per il commercio e gli investimenti. Dal 2001 al 2011, “Air Miles Andy” (questo il soprannome che gli era stato affibbiato per via dei tanti viaggi svolti) aveva intessuto relazioni ed imbastito opportunità di business per conto dei governi laburisti di Tony Blair e poi di Gordon Brown, girando il mondo a spese dei contribuenti.
L’incarico non prevedeva una retribuzione ma aveva comunque un costo che, secondo quanto dichiarato da Sir Vince Cable, segretario agli Affari dell’epoca, non avrebbe portato a “nulla di utile”. Qualcosa di buono, invece, lo avrebbe fatto per conto di Jeffrey Epstein che, in base alle e-mail contenute nei Files e scambiate tra i due nel 2010, avrebbe ricevuto da Andrea informazioni riservate sugli affari del governo al rientro da missioni delicate in Asia, tra Cina, Vietnam e Afganistan. Questo è il filone di inchiesta che il 19 febbraio ha portato all’arresto del fratello di re Carlo III, con un fermo di 11 ore avvenuto nel giorno del suo 66esimo compleanno. Il 20 febbraio, gli agenti hanno poi scandagliato il Royal Lodge a Windsor, la residenza dove l’uomo ha trascorso i suoi ultimi vent’anni insieme alla ex moglie Sarah Ferguson.
Era il 3 di febbraio quando, con un un blitz notturno, Carlo III ed il figlio William lo avevano fatto prelevare da lì per spedirlo a Sandringham e la polizia, entrandoci, ha sperato che questa fretta potesse aver lasciato in giro valige e scatoloni ancora da ultimare, rimasti lì a disposizione degli agenti che hanno operato in massa. In base alle riprese dall’elicottero, infatti, la Bbc aveva contato la presenza di almeno 20 automobili parcheggiate fuori dalla tenuta dai muri bianchi tanto amata dalla regina Madre che ci aveva vissuto con il marito Giorgio VI e le figlie, Elisabetta e Margaret, subito dopo l’abdicazione di Edoardo VIII.
In quelle stesse stanze che hanno fatto la storia della monarchia e del Paese, Andrea avrebbe ricevuto ospiti come il predatore sessuale Jeffrey Epstein, la sua sodale Ghislaine Maxwell e il produttore americano in carcere per violenza sessuale, Harvey Weinstein. Ma, sempre stando alle rivelazioni emerse dai Files, Andrea in quella magione e nelle altre residenze reali, avrebbe anche ricevuto tante ragazze spedite a domicilio sul Lolita Express e scelte dal “menu delle schiave del sesso” di Epstein, così come si definiva Virginia Giuffre.
Scotland Yard ieri ha reso nota l’apertura di un’indagine coordinata con la polizia americana e relativa ai 90 voli su Stansted, Birmingham e Luton del jet privato di Epstein, 15 dei quali avvenuti dopo il suo arresto del 2008. “Siamo a conoscenza dell’ipotesi che gli aeroporti di Londra possano essere stati utilizzati per facilitare il traffico di esseri umani e lo sfruttamento della prostituzione; stiamo valutando queste informazioni e stiamo cercando attivamente ulteriori dettagli dai nostri partner delle forze dell’ordine, compresi quelli negli Stati Uniti”.
Il cerchio intorno ad Andrea Mountbatten-Windsor si stringe tanto che anche il governo sta valutando di varare una legge speciale per eliminarlo dalla linea di successione al trono dove figura ancora all’ottavo posto. Non sarà semplice perché un provvedimento simile richiederebbe molto tempo, cosa che non tutti i parlamentati sono disposti a perdere sulla questione e necessiterebbe anche del coinvolgimento in un passaggio formale dei 15 paesi del Commonwealth Realms che riconoscono il sovrano come il proprio Capo di Stato. A essersi già reso disponibile a collaborare è Buckingham Palace, ormai costretto ad assecondare le regole e la legge rinunciando a tutti i privilegi che hanno consentito a troppi segreti di restare nascosti e troppe voci silenti.