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Ultimo aggiornamento: 19:08

Referendum, Colombo e Davigo: “La riforma modifica l’impianto della Carta che garantisce pari dignità a tutti”

Forum il Fatto Quotidiano con i due ex pm del pool di "Mani pulite": "La separazione delle carriere si può fare senza cambiare la Costituzione"
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“Questo referendum modifica l’impianto complessivo della Costituzione che è un sistema con un punto di partenza: la possibilità che i diritti siano tutelati. Perché i diritti siano tutelati, la Costituzione ha disegnato il Consiglio Superiore della Magistratura così com’è”, lo ha detto Gherardo Colombo, ospite insieme a Piercamillo Davigo del Forum “Perché No – speciale Referendum” organizzato da il Fatto Quotidiano e ilfattoquotidiano.it.

“La magistratura costituisce un ordine indipendente ed autonomo da tutti gli altri poteri, qualsiasi potere, non soltanto l’esecutivo e il legislativo. Questa riforma, a mio parere mette in crisi l’autonomia e l’indipendenza della magistratura nei confronti soprattutto del potere esecutivo”, ha detto Colombo, che è stato collega di Davigo alla procura di Milano. I due fecero parte del pool che indagò su “Mani pulite”. “In Italia da molto tempo c’è un trend che ha sostanzialmente reso omogenei il potere legislativo e il potere esecutivo e questo ha ridotto l’autonomia del Parlamento rispetto all’esecutivo”, ha detto invece Davigo. “La Costituzione prevede per la modifica costituzionale una doppia lettura da parte di ciascuna Camera – ha aggiunto – In questa legge costituzionale che è sottoposta a referendumnon c’è stato praticamente dibattito e quindi si va a referendum”. E ancora: ” Queste innovazioni vengono presentate in modo non corrispondente alla realtà. Per cominciare si dice che è un referendum sulla separazione delle carriere. La separazione delle carriere si può fare senza cambiare la Costituzione. In secondo luogo, di fatto c’è già, quindi evidentemente in gioco c’è qualcos’altro. In secondo luogo, vengono introdotti una serie di meccanismi intrinsecamente pericolosi e infine, il pericolo viene da un’altra cosa: dal rischio di minare l’autonomia e l’indipendenza” , ha concluso l’ex membro togato del Consiglio Superiore della Magistratura.

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