Referendum, anche per Demopolis il No supera il Sì: è al 51% e recupera quasi tutti i voti degli indecisi
Il No mette il naso davanti al Sì nelle intenzioni di voto, con l’affluenza al 42% e un quinto degli elettori ancora indecisi. È l’esito di un sondaggio Demopolis pubblicato giovedì sera da Otto e mezzo, in cui anche l’istituto di Pietro Vento stima per la prima volta il momentaneo sorpasso dei contrari sui favorevoli alla riforma Nordio. Nello specifico, tra i duemila intervistati, dice di voler votare Sì il 40% e No il 41%, con il 19% di indecisi. Ripercentualizzando i dati senza considerare quest’ultima quota, il Sì è attestato al 49% e il No al 51%. Rispetto alla rilevazione del 30 gennaio, la quota di indecisi è scesa di sette punti percentuali: uno solo è andato al Sì (passato dal 39% al 40%), ben sei al No (dal 35% al 41%). Tra chi dichiara di votare Sì, la motivazione più diffusa è quella di “limitare il correntismo e la politicizzazione del Csm“, indicata dall’81% del campione, mentre la meno frequente, al 44%, è “supportare una scelta opportuna del governo Meloni“.

Venerdì mattina è stato diffuso anche un nuovo sondaggio di YouTrend per SkyTg24, realizzato su un campione di 813 persone. L’istituto diretto da Lorenzo Pregliasco considera due scenari: uno con l’affluenza al 48%, considerando solo chi afferma che andrà “sicuramente” alle urne al referendum del 22 e 23 marzo, e l’altro con l’affluenza al 59,6%, considerando anche chi risponde che ci andrà “probabilmente“. Come la scorsa settimana, nella prima ipotesi il No è in vantaggio: e la quota dei contrari cresce di 0,4 punti, arrivando al 51,5%. Nel secondo scenario invece prevale ancora il Sì (51%) ma il No guadagna 1,6 punti e arriva al 49%. Margine minimo anche secondo la rilevazione di Eumetra per Piazzapulita (campione 800 intervistati): il Sì è stimato al 50,4% il No al 49,6%.
