Caso Epstein | “Nessuno è al di sopra della legge”: se è la monarchia a ricordarci cos’è la democrazia – il commento
“Nessuno è al di sopra della legge”. Fa impressione – abituati a questo tempo in cui comanda il più forte e non esiste regola, mandato, condizione politica che possa rimettere al centro la sovranità della legge – che sia una monarchia a ricordarci che nessuno, persino il re, può sottrarvisi. È dalla monarchia inglese, la più antica del mondo, ed è da Londra, la capitale del Paese che da più tempo ha conosciuto la democrazia, che viene questa dichiarazione. Poco interessa se questa frase sia stata pronunciata perché il coinvolgimento del principe Andrea nella vicenda Epstein è super documentato. Resta il fatto che accettare la galera (seppur per poche ore) per un membro della famiglia reale, accompagnandola da quella frase, è sinceramente strabiliante.
Perciò suona ancor più vergognoso il fatto che a comandare il mondo (o quasi) sia un tizio che ha fomentato, accompagnato, sostenuto quel che fu un vero e proprio un colpo di Stato. Fu Donald Trump, oggi rieletto presidente degli Stati Uniti, a organizzare, gestire, fomentare l’irruzione armata nel Campidoglio, il cuore del potere legislativo statunitense. Sul trono del mondo c’è di nuovo lui a spiegare che nessuna legge è valida se non quella emessa da lui, che nessuno Stato è veramente sovrano, se non quelli che decide lui, e sono le armi a regolare il contratto sociale, è la forza a deliberare la pace o la guerra, la vita o la morte. Questo sopruso è purtroppo giudicato dal mondo libero come legittimo, accettabile. Il mondo occidentale giudica la forza, la soverchieria, la potenza militare ed economica fattori di stabilizzazione. Perciò quella dichiarazione di Buckingham Palace, “nessuno è al di sopra della legge”, suona come una boccata d’aria, è ossigeno puro per chi crede che la democrazia non sia divenuta già un rudere, e la nostra coscienza di uomini liberi ormai solo memoria perduta.