No Kings, a Roma il 27 e 28 marzo concerto e corteo contro riarmo e svolta autoritaria. In piazza anche a Londra e negli Usa
Non sarà solo una manifestazione, comincia a prendere forma la due giorni “Together” in programma a Roma, con un concerto la sera di venerdì 27 marzo a Testaccio e il corteo sabato 28. “Un grande happening nel centro di Roma”, promettono gli organizzatori. Sarà in contemporanea e in collegamento con la “Marcia per fermare l’estrema destra” promossa a Londra sempre il 28 marzo da centinaia di associazioni della società civile riunite nella Together Alliance e con il ritorno nelle piazze statunitensi, lo stesso giorno, del movimento “No Kings” contro le politiche liberticide di Donald Trump (“Stati Uniti, “No kings” contro Trump. Il re è nudo”, guarda la gallery su MillenniuM).
Si chiama del resto “No Kings Italy” il movimento che si va costruendo nel nostro Paese, passato per le assemblee pubbliche di novembre e gennaio a Roma e a Bologna. Oltre 700 sigle che convergono da tempo nella rete “A pieno regime” contro la svolta autoritaria dei ripetuti pacchetti sicurezza e in quella “Stop rearm Eu” contro le guerre e la corsa agli armamenti, ma anche sui temi sociali – lavoro e reddito, sanità, casa -, sulla difesa dell’ambiente e contro la violenza sulle donne, passando per la battaglia per il “No” al referendum sulla riforma che spacca in due la magistratura. È la sinistra sociale e di movimento, che va in piazza proprio alla vigilia della partenza, il 29 marzo, della seconda Global Sumud Flotilla verso la Striscia di Gaza. Per il concerto si attendono “oltre 20 artisti, anche mainstream, di quelli che riempiono gli stadi” ma i nomi ancora non ci sono.
“Stanno smantellando tutti i limiti al potere che l’umanità aveva costruito: il diritto internazionale, lo stato sociale, la democrazia. Tornano i sovrani assoluti e le loro guerre, interne ed esterne. Non ci rassegniamo al ruolo di sudditi, per questo No Kings. Non sono la maggioranza: se le vittime alzano la testa possono farcela”, ha detto Raffaella Bolini, vicepresidente Arci, nella conferenza stampa tenuta giovedì 19 febbraio a Roma, Palazzo Valentini, dagli organizzatori. C’erano anche il romano Luca Blasi, assessore al III Municipio, impegnato fin dal 2024 nell’opposizione ai decreti “sicurezza”, la giornalista Rosa Lella di No Bavaglio e Stop Rearm Eu, Christofer Ceresi dei Municipi sociali di Bologna, Alfio Nicotra della Rete Pace e Disarmo, in collegamento Maria Elena Delia della Sumud/Global movement to Gaza e molti altri ancora.
Riccardo Noury, per Amnesty international, ha sottolineato le analogie col “movimento dei movimenti” che si schiantò nel 2001 contro la repressione sanguinosa organizzata al G8 di Genova: “Abbiamo sempre detto che è stato irrepetibile, ce lo auguriamo tutti”. Tanti hanno parlato dell’ultimo decreto sicurezza, “approvato il 5 febbraio e non ancora pubblicato” come ha ricordato l’avvocata Federica Borlizzi, con i fermi preventivi, i daspo urbani basati su semplici denunce di polizia e le multe da 10 mila euro per chi devia il percorso di un corteo. C’è grande preoccupazione, la criminalizzazione della piazza e del dissenso sono sotto gli occhi di tutti e l’obiettivo è fare a Roma “una manifestazione pacifica, di popolo”. Nessuno ha voglia di parlare degli scontri di Torino e Milano, ma neppure di vederne la riedizione nella Capitale. La Cgil, presente alle assemblee di Roma e Bologna, deve ancora decidere se aderire. C’è un fitto calendario di iniziative: limitandoci a Roma il 22 febbraio il corteo per ricordare Valerio Verbano ucciso nel 1980 da un commando neofascista mai identificato, il 28 febbraio la manifestazione “Senza consenso è stupro” contro il Ddl in discussione sulla violenza di genere, il 1° marzo una nuova assemblea nazionale No Kings.