“Trump si sta stufando, a breve campagna militare massiccia contro l’Iran”: la rivelazione di Axios
Una campagna militare in Iran definita “massiccia”, con una durata prevista di diverse settimane. Insomma, niente a che vedere con il raid che in Venezuela ha portato all’arresto dell’ex presidente Maduro e della moglie. Il media Axios, sempre ben informato sulle vicende del Medio Oriente, fornisce in anteprima una proiezione sulle intenzioni dell’amministrazione Trump verso il regime degli ayatollah.
“Il capo (Donald Trump) si sta stufando. Alcune persone intorno a lui lo mettono in guardia dal dichiarare guerra all’Iran, ma credo che ci sia il 90% di possibilità di assistere a un’azione concreta nelle prossime settimane”, ha detto un funzionario ai giornalisti. Si torna così allo scenario che sembrava inevitabile a gennaio, quando il presidente americano aveva assicurato ai manifestanti che a migliaia riempivano le strade iraniane, che gli Usa erano al loro fianco, e che sarebbero intervenuti se le autorità di Teheran avessero aperto il fuoco sui civili.
Come è andata ormai è noto: si contano più di 7.000 morti in 50 giorni di proteste, tra coloro che hanno gridato a gran voce contro l’ayatollah e i suoi collaboratori. Ma qualcosa ha frenato la Casa Bianca, e così si è giunti ad uno scenario su due piani: quello diplomatico, con i colloqui a Ginevra sul nucleare iraniano tra la delegazione guidata dal ministro Araghchi e quella americana formata da Jared Kushner – genero del presidente – e Steve Witkoff, e le manifestazioni muscolari. Gli americani hanno dislocato nell’area portaerei e jet da combattimento – Axios mette in evidenza che “solo nelle ultime 24 ore, altri 50 aerei da combattimento (F-35, F-22 e F-16) si sono diretti nella regione” – e gli sciiti hanno mandato i Pasdaran a fare esercitazioni nello stretto di Hormuz.
Da un lato, entrambe le parti dicono che i colloqui “sono andati bene” anche se il vicepresidente Vance a Fox News puntualizza: “Per altri aspetti è stato molto chiaro che il presidente ha posto alcune linee rosse che gli iraniani non sono ancora disposti a riconoscere e superare”. Gli Stati Uniti sono pronti ad attaccare? Il senatore Lindsey Graham ha affermato che le manovre militari potrebbero richiedere ancora settimane; per altre fonti, i tempi potrebbero essere più brevi.
C’è poi da considerare il fattore Israele. Axios cita in maniera anonima due funzionari dello Stato ebraico che confermano la prospettiva di una azione per eliminare la minaccia iraniana costituita sia del programma nucleare che dalla sua potenza missilistica, e giungere finalmente ad un cambio di governo a Teheran. Appena un giorno fa Benny Gantz, leader del partito di centro Blu e Bianco (ed ex capo dello Stato maggiore dal 2011 al 2015), parlando a Gerusalemme alla Conferenza dei presidenti delle principali organizzazioni ebraiche americane ha detto: “Nei prossimi giorni, o al massimo nelle prossime settimane, il mondo dovrà essere unito per rovesciare il regime degli ayatollah iraniani, altrimenti loro continueranno a uccidere gli altri e il loro stesso popolo”
Il discorso di Gantz è importante perchè arriva da un avversario politico del premier Netanyahu, dunque lontano dalla destra o estrema destra attualmente dentro l’esecutivo. Eppure il fondatore di Blue e Bianco non ha dubbi: “Ottant’anni fa, gli Stati Uniti liberarono l’Europa dal regime nazista. Oggi, il presidente Trump ha l’opportunità di liberare il Medio Oriente dal terrore del regime degli ayatollah e di essere ricordato per sempre per questo”.
Insomma, anche Israele si prepara ad uno scenario bellico. Cosa deciderà Trump non è chiaro e il presidnete più di una volta ha spiazzato con le sue scelte volubili: ma secondo Axios “non ci sono prove che una svolta diplomatica con l’Iran sia all’orizzonte. Ma ci sono sempre più prove che una guerra sia imminente”.