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Referendum, per Ghisleri il No recupera dieci punti in un mese: “Distacco di 800mila voti, si può colmare facilmente”

Tra chi dichiara che andrà a votare, il 47,3% è orientato per il Sì e il 43,1% per il No; a metà gennaio erano rispettivamente il 50,3% e il 35,4%
Referendum, per Ghisleri il No recupera dieci punti in un mese: “Distacco di 800mila voti, si può colmare facilmente”
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Una distanza tra il Sì e il No compresa tra gli 800mila e il milione di voti, “facilmente recuperabili” in un mese di campagna. Così, ospite di Porta a Porta, la sondaggista Alessandra Ghisleri commenta l’ultima rilevazione del suo istituto Only Numbers sul referendum sulla riforma Nordio: tra chi dichiara che andrà a votare, il 47,3% è orientato per il e il 43,1% per il No, con gli indecisi stimati al 9,6%. Senza considerare quest’ultima quota, i favorevoli e i contrari sono rispettivamente al 52,3% e al 47,7%. Solo il 40,3% degli italiani, però, è già sicuro di recarsi alle urne: il 16,8% afferma che non lo farà, il 42,9% non ha ancora deciso.

Rispetto al sondaggio precedente, effettuato il 4 febbraio, entrambi i fronti pescano tra gli incerti, che si riducono dall’11,1% al 9,6%: il Sì guadagna 0,6 decimi, il No 0,9. Il distacco quindi si riduce di 0,3 punti percentuali. Rispetto alla rilevazione del 15 gennaio, però, la rimonta del No è enorme: il gap in quell’occasione era stimato in circa 15 punti, con i favorevoli al 50,3% e i contrari al 35,4%.

Il format di Only Numbers chiede l’opinione degli intervistati anche sui singoli aspetti della riforma: il più apprezzato a quanto pare è la separazione del Consiglio superiore della magistratura in due distinti organi per giudici e pm, a cui il 42,2% si dichiara favorevole (contrario il 34,2%, “non sa” il 23,6%). Più polarizzata l’opinione sul sorteggio dei consiglieri, vero per i magistrati e “pilotato” per i laici scelti dalla politica: i favorevoli sono il 38,7% e i contrari il 37,9%, mentre il 23,4% non ha ancora un’idea in medito. Per quanto riguarda invece l’Alta corte disciplinare (il nuovo organo che giudicherà i magistrati per i loro illeciti deontologici, composto anch’esso in gran parte per sorteggio) voterebbe Sì il 40,4% e No il 36,2%, con un 23,4% di indecisi.

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A cura di Paolo Frosina
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