Referendum, come far votare i fuorisede siciliani: Pd e M5S daranno il ruolo di rappresentante di lista
In vista del referendum costituzionale, il governo di Giorgia Meloni ha ignorato le migliaia di italiani fuorisede, che per studio, lavoro, salute e altri motivi non potranno tornare nelle loro regioni o comuni di residenza per recarsi alle urne. Ma PD e M5S hanno trovato la soluzione: grazie alla nomina di rappresentante di lista, consentiranno a chi si trova fuori di poter esprimere la propria preferenza il prossimo 22 e 23 marzo.
“Considerato che il governo nazionale e regionale non ha dato la possibilità di votare ai fuorisede, il M5S nazionale si è attivato per far si che ogni cittadino possa registrarsi nella regione in cui si trova, in modo da essere scelto come rappresentate di lista e poter votare”, spiega il coordinatore regionale M5S Sicilia, Nuccio Di Paola. Come funziona? “Il sistema è semplicissimo, basta accedere al form online, che è già disponibile nelle pagine social del M5S, si compila il modulo in base alla regione in cui ci si trova, in seguito gli utenti saranno contattati e riceveranno le indicazioni e la delega per essere rappresentanti di lista, pensiamo a tutto noi. Auspichiamo che le registrazioni possano essere superiori a 40 mila in tutta Italia”.
Stesso meccanismo è stato messo in piedi dai dem. “Il Pd è già operativo per consentire il voto ai fuorisede con i rappresentanti di lista. In Sicilia, i giovani democratici e i nostri circoli stanno raccogliendo le richieste, siamo già a circa 3 mila adesioni. Ci sono tanti siciliani e siciliane che per motivi di studio e lavoro si trovano fuori regione, ma dobbiamo considerare anche chi, all’interno dell’isola, non può rientrare nei propri comuni di residenza”, afferma Sergio Lima, membro della direzione nazionale PD e componente della segreteria regionale dem siciliana. La raccolta dei dem si muove su due binari paralleli, quello “extra regionale”, ovvero chi si trova fuori dalla Sicilia, e quindi può essere scelto come rappresentante di lista nel comune dove ha il domicilio, per esempio uno studente residente a Palermo ma che studia a Torino. A questo si aggiunge il “fuorisede regionale”, cioè chi ha il domicilio in un altro Comune sempre all’interno dell’isola, per esempio uno specializzando residente a Siracusa, ma che per lavoro si trova a Trapani.
“A breve sarà pubblicato un form online per registrare le richieste. Stiamo provando a mettere una pezza ad una straordinaria ingiustizia perché nel 2026 non prevedere un sistema di voto per i fuorisede è assurdo ed ingiustificabile. Si tratta di milioni di concittadini privati, di fatto, di un diritto fondamentale. Ancora più grave e pesante la situazione per i siciliani che devono anche sostenere la beffa di costi esorbitanti per rientrare nei propri comuni di residenza”, conclude Lima.
Importante ricordare, per chi volesse fare il rappresentante di lista, che quando si recherà alle urne, seppur residente in un’altra regione o comune, dovrà avere la tessera elettorale, oltre ad un documento d’identità valido, altrimenti non potrà esprimere la sua preferenza al referendum.
Mozione PD Sicilia
Inoltre, il PD Sicilia ha redatto una mozione, “Iniziativa di sensibilizzazione per l’esercizio del diritto di voto a distanza per i cittadini temporaneamente fuorisede”, in cui chiede al governatore Renato Schifani di invitare il governo nazionale ad “adottare un provvedimento urgente volto a prevedere la possibilità di voto a distanza per i fuorisede”, e un “provvedimento legislativo che regoli in maniera definitiva e stabile il tema del voto dei fuori sede in ogni consultazione elettorale, valutando di introdurre il voto elettronico e per corrispondenza”.
“L’Italia è unico paese UE senza specifica legge per voto a distanza”, si legge nell’iniziativa promossa dalla deputata regionale dem Valentina Chinnici e firmata da tutto il gruppo parlamentare Pd dell’assemblea regionale siciliana.
In una paese dove “milioni di persone, soprattutto giovani, continuano a spostarsi costantemente all’interno dei confini nazionali per motivi di studio e di lavoro. A queste cittadine e cittadini è ingiusto e immorale imporre costi di viaggio onerosi e la necessità di riorganizzare la propria vita per poter esercitare il diritto di voto”. Inoltre, “nel 2024 si sono iscritti per votare dal comune di domicilio circa 24 mila studenti fuorisede, nel 2025 la richiesta è stata presentata da più di 67 mila cittadini, tra cui 38.105 studenti, 28.430 lavoratori e 770 soggetti che si trovavano fuori dal proprio comune per motivi di cura”.