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“Una follia. Perché non li hanno riutilizzati?”: il viaggio di due youtuber tedeschi tra le cattedrali nel deserto delle Olimpiadi di Torino 2006

Sono rimasti sconvolti dalle condizioni in cui hanno trovato la pista da bob di Cesana Pariol e i trampolini di Pragelato. Un monito anche in vista del futuro dopo Milano-Cortina
“Una follia. Perché non li hanno riutilizzati?”: il viaggio di due youtuber tedeschi tra le cattedrali nel deserto delle Olimpiadi di Torino 2006
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“Mentre tutti guardano i Giochi invernali di Milano Cortina 2026, noi siamo andati nella parte che nessuno trasmette: i luoghi abbandonati che sono stati lasciati indietro”. È il racconto di due youtuber tedeschi, Till e Marco, che hanno voluto visitare le sedi di quella che 20 anni fa è stata l’ultima Olimpiade disputata in Italia, Torino 2006. Manco a dirlo, i due esperti di urban exploration sono rimasti sconvolti dalle condizioni in cui hanno trovato gli impianti di Cesana Pariol e Pragelato. Una pista da bob e i trampolini del salto con gli sci abbandonati completamente al degrado. Due cattedrali nel deserto, emblematiche dei rischi che si corrono quando si organizzano i Giochi senza una corretta pianificazione della legacy, ovvero dell’eredità successiva alle Olimpiadi. Un monito anche per quel che riguarda il futuro di Milano-Cortina, in particolare dello Sliding Center ampezzano.

“Perché non li hanno riutilizzati?”, si chiedono i due youtuber tedeschi, che hanno documentato con diverse foto lo stato della pista di Cesana e dei trampolini di Pragelato. Il primo impianto costò circa 110 milioni di euro e fu chiuso definitivamente 5 anni dopo Torino 2006, soprattutto per via degli altissimi costi di mantenimento della pista. Adesso sarà smantellata, ma la demolizione costerà un’altra decina di milioni, con inizio dei lavori previsto questa estate. C’è ancora una speranza invece per Pragelato: i trampolini costarono circa 35 milioni, oggi c’è ancora la possibilità che diventino un centro di allenamento, ma servono soldi. Per il momento, nel 2025 sono stati stanziati oltre 5 milioni di euro.

“Quello che ci ha scioccato è che alcune parti sono ancora sorprendentemente in buone condizioni, anche dopo quasi 20 anni. Eppure non sono state riutilizzate“, scrivono Till e Marco nel documentare il loro viaggio tra le cattedrali piemontesi. Il problema infatti ha riguardato soprattutto gli alti costi per mantenere attive le due strutture a cui fa da contraltare uno scarso utilizzo: i praticanti di bob, slittino e skeleton in Italia sono pochissimi e quasi tutti concentrati in Alto Adige. Quelli del salto con sci e della combinata nordica forse sono ancora meno.

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