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Csm, la mossa senza precedenti di Mattarella: presiede a sorpresa la seduta e condanna le parole di Nordio. “Le altre istituzioni rispettino il Consiglio”

"Per la prima volta in 11 anni", il capo dello Stato presenzia ai lavori ordinari: una scelta, spiega, per "sottolineare ancora una volta il valore del ruolo di rilievo costituzionale" dell'organo dopo l'uscita del ministro sui "metodi para-mafiosi"
Csm, la mossa senza precedenti di Mattarella: presiede a sorpresa la seduta e condanna le parole di Nordio. “Le altre istituzioni rispettino il Consiglio”
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“Sono consapevole che non è consueta la presenza del presidente della Repubblica per i lavori ordinari del Consiglio. Per quanto mi riguarda, non si è mai verificata in 11 anni“. Eppure, “mi hanno indotto a questa decisione la necessità e il desiderio di sottolineare ancora una volta il valore del ruolo di rilievo costituzionale del Csm, soprattutto la necessità e l’intendimento di ribadire il rispetto che occorre nutrire e manifestare, particolarmente da parte delle altre istituzioni, nei confronti di questa istituzione”. Per la prima volta nei suoi due mandati al Quirinale, Sergio Mattarella sceglie a sorpresa di presiedere la seduta ordinaria del mercoledì del Consiglio superiore della magistratura. E lo fa per manifestare vicinanza all’istituzione, condannando con fermezza – ma senza mai nominarlo – le parole del ministro della Giustizia Carlo Nordio che ha definito “para-mafiosi” i metodi usati dall’organo di autogoverno per le sue decisioni.

La mossa del Colle è inattesa e colma di significato: di solito il capo dello Stato, presidente di diritto del Csm, esercita il suo ruolo soltanto in occasioni solenni, come l’insediamento del Consiglio, le visite del ministro della Giustizia o le nomine dei vertici della Corte di Cassazione. E all’ordine del giorno di oggi, in teoria, non c’era nessuna pratica così importante da giustificare la sua presenza. Ma il senso della scelta è diventato evidente nel breve discorso (meno di un minuto e mezzo) tenuto in apertura di seduta, una reprimenda senza precedenti al Guardasigilli e alla sua uscita sguaiata di sabato scorso: “In questa sede, che rimane e deve rimanere rigorosamente istituzionale ed estranea a temi o controversie di natura politica, più che nella funzione di presidente di questo Consiglio, come presidente della Repubblica, avverto la necessità di rinnovare con fermezza l’esortazione al rispetto vicendevole in qualsiasi momento, in qualsiasi circostanza, nell’interesse della Repubblica”, afferma Mattarella.

Il Csm, sottolinea il presidente della Repubblica, “non è esente del suo funzionamento da difetti, lacune, errori, nei cui confronti non sono ovviamente precluse critiche, come del resto si registrano difetti, lacune errori e sono possibili critiche riguardo alle attività di altre istituzioni della Repubblica, siano esse parte del potere legislativo, di quello esecutivo, di quello giudiziario”. Un invito fermo, insomma, ad abbassare i torni e a non far diventare il Csm terreno di regolamento di conti: il riferimento qui sembra alle iniziative dei consiglieri “laici” di centrodestra contro il procuratore di Napoli Nicola Gratteri, dopo le sue dichiarazioni secondo cui “indagati, imputati, massoneria deviata e centri di potere” voteranno Sì al referendum del 22 e 23 marzo.

La comunicazione della presenza del capo dello Stato è arrivata dal Quirinale solo nella tarda serata di ieri, costringendo l’ufficio cerimoniale del Csm a una corsa contro il tempo per organizzare il protocollo. Mattarella è arrivato a palazzo Bachelet alle 9:50, dieci minuti prima dell’orario previsto di inizio della seduta, accolto all’ingresso principale dal vicepresidente Fabio Pinelli, dal primo presidente della Cassazione Pasquale d’Ascola e dal procuratore generale Pietro Gaeta (entrambi membri di diritto dell’organo). Formalmente la presidenza del capo dello Stato è legata alla trattazione di uno o più punti dell’ordine del giorno, che vengono esaminati prioritariamente: in questo caso è stata scelta una pratica senza nessun valore particolare, relativa a una richiesta di supporto al Csm da parte della Scuola superiore della magistratura (l’ente che cura la formazione e l’aggiornamento professionale di giudici e pm) per un progetto di formazione giudiziaria finanziato dall’Ue. Dopo la relazione del consigliere Edoardo Cilenti e l’approvazione all’unanimità, il presidente della Repubblica ha sospeso la seduta e ha lasciato la sede del Consiglio.

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A cura di Paolo Frosina
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