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Batte gli Stati Uniti e mima il gesto iconico di Steph Curry: l’esultanza di Andrea Giovannini

Nessun fine denigratorio nei confronti degli atleti USA, battuti con un distacco mostruoso, ma solo stima per il cestista americano per la sua capacità di gestire la pressione
Batte gli Stati Uniti e mima il gesto iconico di Steph Curry: l’esultanza di Andrea Giovannini
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Andrea Giovannini, un attimo prima di tagliare il traguardo, ha unito le mani e ha inclinato la testa come la poggiasse su un cuscino: alla mente di tutti è apparsa l’immagine della star Nba Steph Curry. L’esultanza è stata ‘rubata’ dal nostro campione azzurro mentre tagliava la linea del traguardo che ha consegnato l’oro a lui e ai suoi due compagni di squadra Davide Ghiotto e Michele Malfatti nella finale dell’inseguimento a squadre nel pattinaggio di velocità, che li ha visti trionfare sugli USA con un distacco di addirittura 4’51.

Il messaggio dell’atleta azzurro, contenuto nell’esultanza di proprietà della star Nba, 37 anni, icona del basket americano, nonché uno dei cestisti più forti di sempre, è chiara: “Vi abbiamo mandato a letto. Buonanotte e tanti saluti“. Tuttavia Giovannini ha tenuto a specificare che l’esultanza è stata sì un omaggio a Curry, ma non per denigrare gli avversari. L’atleta azzurro ha ammesso di aver subito la pressione in questi giorni che anticipavano la gara, ma di essersi ispirato proprio alla maniera in cui Steph Curry ha gestito la sua personale pressione durante le Olimpiadi di Parigi 2024, conclusesi con un grande successo per il cestista americano.

Giovannini fa riferimento alla grande capacità di gestire la tensione del campione Nba, capace, alle Olimpiadi di Parigi, nel 2024, di consegnare l’oro ai suoi Stati Uniti con una prestazione da assoluto protagonista nella finale: quattro triple solo nella finale contro la Francia. L’esultanza è diventata negli anni la firma distintiva di Steph Curry sui tiri decisivi, capaci di mettere al tappeto l’avversario di turno. L’immagine era nata nella serie playoff contro Denver nel 2022: “Era Gara 3 e pensavo tra me e me: “Dobbiamo finirla, dobbiamo chiudere la partita e farli addormentare” — svelò lo stesso Curry — Vedere come si sta diffondendo a macchia d’olio in tutto il mondo e nello sport è davvero fantastico”.

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