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Militante nazionalista ucciso a Lione, sospettato un assistente de La France Insoumise. Governo: “Il partito ha responsabilità morale”

La presidente dell’Assemblea Nazionale, Yael Braun-Pivet, ha annunciato la sospensione del “diritto d’accesso” in Parlamento di Jacques-Elie Favrot. Una decisione che arriva mentre le altre formazioni assediano Lfi denunciandone la "responsabilità morale" dell'omicidio
Militante nazionalista ucciso a Lione, sospettato un assistente de La France Insoumise. Governo: “Il partito ha responsabilità morale”
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La France Insoumise sotto accusa per l’uccisione del giovane militante nazionalista, Quentin Deranque, nel corso di un’aggressione da parte di “almeno sei uomini”, venerdì scorso, a Lione. Tanto che la presidente dell’Assemblea Nazionale, Yael Braun-Pivet, ha annunciato la sospensione del “diritto d’accesso” in Parlamento di Jacques-Elie Favrot, l’assistente parlamentare del deputato Raphael Arnault, membro del partito di estrema sinistra guidato da Jean-Luc Mélenchon, il cui nome viene ”citato da diversi testimoni” che hanno assistito all’agguato mortale. “La sua presenza tra le mura dell’Assemblea potrebbe causare turbative dell’ordine pubblico”, si legge in una nota diffusa dalla presidenza della camera bassa francese. Braun-Pivet “ha dunque deciso di sospendere, a titolo preventivo e senza pregiudizio alcuno sul seguito dell’inchiesta giudiziaria, i diritti d’accesso di quest’ultimo”.

Una decisione che arriva mentre le altre formazioni assediano Lfi denunciandone la “responsabilità morale” dell’omicidio, come fatto dalla portavoce del governo, Maud Bregeon, che denuncia il “clima di violenza” nel dibattito politico. “La France Insoumise incoraggia ormai da anni un clima di violenza – ha detto ai microfoni di Bfmtv/Rmc – La France Insoumise ha legami confermati, se non riconosciuti, con gruppi di ultrasinistra estremamente violenti”. Tutto mentre le indagini sulla morte del giovane nazionalista dopo l’aggressione subita a una conferenza dell’eurodeputata LFI, Rima Hassan, vanno avanti. La Procura di Lione ha annunciato l’ampliamento dell’indagine al reato di “omicidio volontario“, mentre diversi sospettati sono già stati identificati. Inizialmente gli inquirenti indagavano per percosse mortali aggravate, ma dopo l’autopsia e l’analisi degli elementi raccolti si è deciso di procedere per omicidio volontario. Il procuratore Thierry Dran ha precisato che la polizia ha già sentito più di una quindicina di testimoni e sta esaminando i filmati dell’aggressione, ma “al momento non ci sono stati interrogatori”, smentendo anche le prime notizie su eventuali coltellate: “No, assolutamente no”.

Il caso anima le formazioni di destra anche fuori dai confini francesi. Carlo Fidanza, capodelegazione di Fratelli d’Italia al Parlamento europeo, ad esempio ha definito “indecenti le parole del leader dell’estrema sinistra francese Jean-Luc Mélenchon che ha sostanzialmente giustificato il brutale assassinio del giovane militante di destra Quentin Deranque da parte di un commando di antifascisti della Jeune Garde, veri e propri para-terroristi legati a doppio filo con il suo partito La France Insoumise. Inseguire, aggredire e lasciare a terra esanime un ragazzo innocente, in 15 contro 2, è un modo legittimo di esprimere le proprie idee secondo Mélenchon, che ha persino fatto eleggere all’Assemblea nazionale il leader della Jeune Garde, Raphaël Arnault, nella cui segreteria lavora Jacques Elie Favrot, uno dei sospettati membri del commando omicida. Ci aspettiamo che Conte e Fratoianni, i cui parlamentari europei siedono negli stessi banchi di LFI nel gruppo The Left, prendano immediatamente le distanze da questo vile omicidio, dalle vergognose dichiarazioni di Mélenchon e dai loro compagni di viaggio”.

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