Il mondo FQ

Diritti

Ultimo aggiornamento: 10:48

“Il ddl Bongiorno fa ricadere su chi la violenza la subisce l’obbligo di dire esplicitamente No”: la protesta a Roma

In occasione dei 30 anni dall'approvazione della legge contro la violenza sessuale del 1996 attiviste in piazza contro la proposta della senatrice leghista: "Siamo in mobilitazione permanente"
Icona dei commenti Commenti

In occasione dei 30 anni dall’approvazione della legge contro la violenza sessuale del 1996, che ha reso lo stupro un reato contro la persona e non contro la morale, i centri antiviolenza e le organizzazioni femministe e transfemministe di Roma – come in tutta Italia, da Milano a Napoli e Bari – tornano in piazza per dire no al Ddl Bongiorno, la proposta di legge promossa dalla senatrice leghista, al momento in commissione Giustizia al Senato. A far infuriare le realtà che da anni si occupano di contrastare la violenza di genere, è la definizione di stupro, definita in un primo momento, nel testo approvato alla Camera in maniera bipartisan, come un atto compiuto “senza il consenso libero e attuale“, modificato poi, in commissione al Senato su spinta della lega, con la frase “contro la volontà della persona“.

Sostituire la parola consenso con dissenso significa mettere il corpo delle donne a disposizione fino a prova contraria – spiega Simona Ammerata, di D.i.Re, rete che raggruppa 88 organizzazioni in Italia che gestiscono 118 Centri antiviolenza e più di 60 Case rifugio – significa spostare la responsabilità della violenza sulla vittima e non sul colpevole.”

In piazza oltre alle attiviste e alle associazioni transfemministe, erano presenti anche alcune esponenti dell’opposizione, come la senatrice Pd Susanna Camusso e la deputata Laura Boldrini. “Noi diciamo meglio niente che questa legge – dice Boldrini – questa proposta ci porta indietro.”

Il presidio, iniziato intorno alle 16 a piazza Santi Apostoli, si è trasformato in un corteo che ha percorso le vie dello shopping del centro città, attirando l’attenzione dei passanti e dei turisti, per concludersi intorno alle 19 a piazza del Popolo. “Noi siamo in mobilitazione permanente e non ci fermiamo – dice Francesca De Masi, presidente della cooperativa sociale Be Free – il prossimo appuntamento sarà il 28 febbraio con il corteo nazionale qui a Roma.”

Gentile lettore, la pubblicazione dei commenti è sospesa dalle 20 alle 9, i commenti per ogni articolo saranno chiusi dopo 72 ore, il massimo di caratteri consentito per ogni messaggio è di 1.500 e ogni utente può postare al massimo 150 commenti alla settimana. Abbiamo deciso di impostare questi limiti per migliorare la qualità del dibattito. È necessario attenersi Termini e Condizioni di utilizzo del sito (in particolare punti 3 e 5): evitare gli insulti, le accuse senza fondamento e mantenersi in tema con la discussione. I commenti saranno pubblicati dopo essere stati letti e approvati, ad eccezione di quelli pubblicati dagli utenti in white list (vedere il punto 3 della nostra policy). Infine non è consentito accedere al servizio tramite account multipli. Vi preghiamo di segnalare eventuali problemi tecnici al nostro supporto tecnico La Redazione