Evento sulla strage di Cutro bloccato dal preside, ora l’Ufficio scolastico della Calabria prende le distanze
“Il dirigente dell’istituto Barlacchi-Lucifero di Crotone ha agito in maniera inopportuna, ora faccia un passo indietro”. L’invito al preside Girolamo Arcuri che ha negato alla Cgil l’uso dell’auditorium della scuola per mancanza di contradditorio alla commemorazione dei migranti tragicamente scomparsi nel naufragio avvenuto a Cutro il 26 febbraio 2023, arriva dalla direttrice dell’Ufficio scolastico regionale Loredana Giannicola che all’indomani delle polemiche sul caso, ha inviato un comunicato ufficiale per prendere le distanze dall’iniziativa del capo d’istituto.
Una decisione quella di Arcuri – che contattato non risponde – dovuta ad una certa prudenza nata a causa della circolare ministeriale del sette novembre scorso che richiamava i presidi a garantire “il pieno rispetto dei principi del pluralismo e della libertà di opinione e garantire, in ogni caso, il dialogo costruttivo e la formazione del pensiero critico” in occasione di “manifestazioni ed eventi pubblici di vario tipo aventi ad oggetto tematiche spesso di ampia rilevanza politica e sociale” all’interno delle scuole. Una nota, quella degli uffici di viale Trastevere, che è stata fortemente voluta dal ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara a seguito degli incontri con Francesca Albanese. L’effetto, in più parti d’Italia, è stato quello di suscitare nei dirigenti una certa cautela per evitare ispezioni da Roma come accaduto in alcune realtà della Toscana e dell’Emilia Romagna.
Nel caso specifico Arcuri, dopo aver ricevuto la richiesta della Flc Cgil a effettuare nella sua scuola una riflessione dal titolo “Steccato di Cutro, una ferita aperta: il valore dell’umanità” ha risposto che l’auditorium non sarebbe stato concesso “per motivi di mancato contradditorio tra le parti”. Un responso che ha scatenato il sindacato di Landini che ieri se l’è presa con il ministro: “Questa decisione è il frutto del clima prodotto – ha spiegato Fracassi – dalla circolare voluta dal Ministro Giuseppe Valditara: un atto improprio, lesivo dell’autonomia scolastica, che sta incoraggiando letture burocratiche e difensive fino a generare decisioni assurde come questa”. Nel primo pomeriggio di domenica, gli uffici periferici del ministero sono intervenuti precisando che “la circolare ministeriale del 7 novembre scorso avente ad oggetto ‘Manifestazioni ed eventi pubblici all’interno delle istituzioni scolastiche’, invocata dal dirigente quale motivazione per la revoca dell’autorizzazione, non riguarda eventi che hanno un significato di alto valore umanitario”.
Nella pratica, l’ufficio scolastico regionale ha scaricato la responsabilità sul preside. Nel comunicato di Giannicola si ricorda che “il contenuto della circolare ministeriale richiama l’attenzione sulla necessità che i principi – puntualmente ribaditi nelle linee guida per l’insegnamento dell’educazione civica – del pluralismo, della partecipazione, della solidarietà, del dialogo e del rispetto reciproco ispirino la complessiva organizzazione dell’offerta formativa curricolare ed extracurricolare e l’intero svolgimento delle attività scolastiche. Ciò, evidentemente, al fine di assolvere al dovere primario di ciascuna istituzione scolastica di promuovere lo sviluppo e la crescita di ogni singolo studente e di assicurare il benessere e l’armonia dell’intera comunità scolastica”. A detta della direttrice “il ricordo di un evento doloroso del nostro Paese come quello della tragedia di Cutro, che ci accomuna tutti in un unico sentimento di compassione, non può essere ricompreso nelle fattispecie contemplate dalla circolare ministeriale”. Da qui l’invito al preside a rivedere la sua posizione: “L’Ufficio scolastico regionale per la Calabria ritiene inopportuno quanto disposto dal dirigente dell’Iis ‘Barlacchi-Lucifero’ di Crotone, e lo invita a rivedere la propria posizione, a difesa dei valori fondanti della nostra Costituzione”.