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Sabato di lotta al fianco del popolo curdo: basta con l’assedio a Kobane

Il 14 febbraio tre manifestazioni a Roma, Milano e Cagliari, a cui voglio invitare tutti e tutte a partecipare. La mobilitazione europea è uno dei pochi punti di forza per il popolo curdo
Sabato di lotta al fianco del popolo curdo: basta con l’assedio a Kobane
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Il 26 gennaio scorso è stato l’undicesimo anniversario della liberazione di Kobane. La città, sita nel nord della Siria, venne liberata dalle milizie Curde, JPG e YPG ed era assediata da mesi dai tagliagole dell’ISIS sotto la supervisione del governo turco. Oggi Kobane è nuovamente sotto assedio. Sempre da parte delle forze dell’ISIS che però non sono più considerate dall’occidente una formazione terroristica. Infatti l’ISIS nel frattempo, grazie all’aiuto di Turchia, Israele e Stati Uniti, ha preso il controllo della Siria cacciando il Presidente Bashar al-Assad. I paesi occidentali hanno preferito i terroristi islamici al regime siriano amico della Russia e così al-Jolani, tagliagole e capobanda dell’ISIS, è da circa un anno il Presidente della Siria. Presidente riverito in tutto il mondo e ricevuto in pompa magna anche dalla presidente del Consiglio Meloni.

A fare le spese di questa giravolta occidentale – che considera centrale la lotta al terrorismo solo fino a quando i terroristi non gli tornano utili – sono le popolazioni curde della Siria che dopo un periodo di relativa tranquillità sono nuovamente nell’occhio del ciclone. (vedi anche qui).

E’ inoltre utile sottolineare come l’Osservatorio sui diritti civili in Siria, ha reso noto nelle settimane scorse che i Curdi siriani sarebbero stati “scaricati” dagli Stati Uniti perché si erano rifiutati di intervenire militarmente in Iraq contro alcune milizie scite. In altre parole l’operazione militare israeliana – e quindi statunitense – contro l’Iran, aveva previsto l’utilizzo dei curdi come una forza mercenaria contro gli sciti in Iraq e di fronte al rifiuto dei Curdi di svolgere questo ruolo, questi sarebbero stati scaricati e dati in pasto all’esercito siriano controllato dall’Isis.

Così funziona l’Occidente, non da oggi, e quindi oggi ci ritroviamo nuovamente di fronte all’assedio di Kobane e alla messa in discussione dell’esperienza di autogoverno del Rojava. Nelle settimane scorse, dopo un primo attacco delle forze governative ad Aleppo, è stato raggiunto un accordo tra Curdi e governo siriano. Questo accordo ad oggi non è però rispettato, così come una serie di cittadine curde in Siria sono tutt’ora occupate dall’esercito turco che tratta la Siria come un suo protettorato. Inoltre, in Turchia, nonostante la decisione di Ocalan e del PKK di abbandonare la lotta armata e di scegliere la strada del dialogo, il governo turco continua a tenere Ocalan sepolto vivo nella prigione dell’isola di Imrali e tiene praticamente ferme le trattative.

In questa situazione i Curdi hanno lanciato per sabato 14 febbraio una giornata di mobilitazione europea a sostegno del popolo Curdo, per sostenere la richiesta che gli accordi firmati in Siria vengano rispettati e venga tolto l’assedio a Kobane, per chiedere la liberazione di Ocalan e dei prigionieri politici da parte del governo turco, per chieder la fine dell’occupazione militare turca sulle cittadine Curde in Siria, per rilanciare il processo di pacificazione che Ocalan e il PKK hanno proposto al governo turco, per difendere e rilanciare l’esperienza del confederalismo democratico, che è la proposta politica che i Curdi propongono per garantire la pace nell’area.

In Italia avremo tre manifestazioni, a Roma, Milano e Cagliari e voglio invitare tutti e tutte a partecipare. La mobilitazione europea è infatti uno dei pochi punti di forza per il popolo Curdo, in balia com’è degli interessi delle medie e grandi potenze della zona. Visto che ogni porcheria in quell’area accade grazie al consenso attivo o passivo delle potenze occidentali, la nostra mobilitazione è una delle poche cose che si possono fare per i governi occidentali che sono palesemente complici degli israeliani e dei turchi. So bene che si possono discutere le singole scelte compiute dai Curdi in ambito geopolitico, ma è del tutto evidente che i Curdi sono attaccati proprio perché hanno mantenuto la dignità di popolo e perché avanzano una proposta – quella del confederalismo democratico – che è rivoluzionaria in una area come quella mediorientale ove Israele e gli Stati Uniti puntano ad alimentare odi divisioni al fine di alimentare la guerra e la destabilizzazione dell’area.

Il sostegno al popolo Curdo è quindi un sostegno alla pace e alla giustizia sociale oltre che al suo sacrosanto diritto all’autodeterminazione. Vi invito quindi a partecipare alle manifestazioni che sono state convocate a Roma alle 14,30 in Piazza Indipendenza, a Milano alle ore 14,30 in Piazza Cairoli e a Cagliari alle ore 17 in Piazza Garibaldi.

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