Gli ultra conservatori propongono un tetto alla popolazione: “No a una Svizzera da 10 milioni”. Si vota a giugno
“No a una Svizzera da 10 milioni”. Intese come persone. Il partito Svp-Udc, che ha sempre ottenuti risultati di vertice nelle elezioni dal 1999 in poi – ha depositato 114.600 firme alla Cancelleria federale di Berna, raccolte in circa nove mesi: la proposta di legge intende limitare la popolazione del Paese a 10 milioni. Secondo il testo dell’iniziativa, alla Costituzione federale verrà aggiunto un nuovo articolo sullo “sviluppo demografico sostenibile” per cui il numero dei residenti in modo permanente non dovrà superare i dieci milioni di persone entro il 2050. Se per quella data si arrivasse a 9 milioni e mezzo, il Consiglio federale e il Parlamento sarebbero tenuti ad adottare misure di contenimento sui permessi temporanei di soggiorno.
La Svizzera voterà il 10 giugno per dire sì o no all’iniziativa. I sostenitori e gli stessi dirigenti di partito la promuovono come un antidoto a ai “problemi causati dall’immigrazione”. Un sondaggio, condotto lo scorso dicembre, segnala che il 48% degli elettori sostiene l’iniziativa dell’Udc. Chi invece è allarmato guarda già ai problemi conseguenti di uno sbarramento agli ingressi che metterebbe a repentaglio accordi chiave con l’Unione europea avrebbe ricadute sull’economia.
Negli ultimi dieci anni la popolazione svizzera è cresciuta circa cinque volte più velocemente della media degli stati membri dell’Ue; secondo i dati del governo, circa il 27% dei residenti non ha la cittadinanza. E su questo punta l’Udc: gli affitti sono alle stelle, i servizi pubblici tanto decantati in Svizzera iniziano a scricchiolare. Secondo il presidente del partito, Marcel Dettling, nei cantoni arrivano “troppi stranieri, e quelli sbagliati”. C’è anche un aspetto che riguarda la tutela dell’ambiente e la qualità della vita che invece sarebbero messi in pericolo da un numero eccessivo di residenti.
Non è la prima volta che il partito propone un cambiamento radicale: nel 2006 avanzò la proposta di espellere in modo automatico gli immigrati giudicati colpevoli, anche di reati minori. Durante la campagna, l’Udc Svp fece stampare grandi manifesti da attaccare nelle strade, che mostravano una pecora bianca che restava nel confine e una nera che veniva cacciata. La scritta che accompagnava questi poster recitava: “Finalmente rendete le cose più sicure! Dite sì all’espulsione degli stranieri criminali!”. Nel 2020 il partito chiese di porre fine alla libera circolazione con i Paesi dell’Unione europea. In entrambi i casi l’Udc non ha avuto successo.
Anche stavolta la strada per gli ultra conservatori potrebbe essere in salita, perchè contro il sì al referendum si schierano le multinazionali come Roche, UBS e Nestlé; per le grandi industrie l’Udc mette a rischio gli accordi bilaterali con l’Unione europea, tra cui quello sull’accesso al mercato unico, raggiunto l’anno scorso. Molte aziende riconoscono di dipendere dai lavoratori provenienti dall’Unione, senza i quali sarebbero costrette a trasferirsi all’estero.