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Al via il processo sulle gestioni della Città della Salute di Torino: ci sono un po’ di intrecci interessanti

“Tutti sono innocenti fino al terzo grado di giudizio”, ma i debiti che loro hanno fatto, i piemontesi li hanno già pagati e ancora lo fanno
Al via il processo sulle gestioni della Città della Salute di Torino: ci sono un po’ di intrecci interessanti
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Palagiustizia di Torino, giovedì 5 febbraio: al via il maxi processo sulle gestioni della Aou Città della Salute e della Scienza di Torino (d’ora in poi Aou-Csst), 16 manager accusati chi di truffa e chi di falso ideologico, spesso di entrambi i reati. Una falsa partenza: davanti a circa 40 persone fra imputati presenti, avvocati e collaboratori vari lì convenuti, il processo viene rinviato di 10 giorni a causa di una incompatibilità fra giudice e pm, ex-coniugi, sollevata dagli avvocati difensori.

Intanto sono stati resi pubblici gli elenchi dei testimoni delle parti. Trattandosi di un processo che segnerà la storia della sanità piemontese e certificherà una volta per tutte l’entità e i colpevoli del disastro economico dell’Aou-Csst (oltre alle Molinette comprende il Cto e, per poco, l’infantile Regina Margherita e il Sant’Anna), l’attenzione è focalizzata sui testi chiamati a testimoniare. C’è anche l’ex ministro Balduzzi, padre della legge che prevede la trattenuta del 5% sulle prestazioni in intramoenia. La star potrebbe non essere lui, soprattutto perché è partita la caccia alle sorprese e agli intrecci particolari. Ce ne sono di davvero interessanti.

Cominciamo dal testimone-chiave per il mancato versamento da parte dei medici del 5% sulle attività di intramoenia; è il dott. Marco Romanelli, chiamato a testimoniare in quanto delegato del sindacato Anaao-Assomed (Associazione Nazionale Aiuti e Assistenti Ospedalieri -Associazione Medici Dirigenti) fino al 2023, poi trasmigrato in uno dei sindacati concorrenti, il Cimo. Nel febbraio del 2022 era risultato particolarmente attivo nel chiedere all’Azienda, anche a nome delle altre sigle sindacali, tutta la documentazione necessaria a definire i contorni delle somme dovute relative proprio alla Legge Balduzzi.

La controparte di allora era il dott. La Valle, direttore generale dell’Aou-Csst – oggi siede fra gli imputati – a cui la Giunta Regionale ha lo stesso affidato la gestione dell’Asl TO3 (la più estesa del Piemonte) a partire dal 1 gennaio 2025. Dalla sua nuova posizione bandisce un concorso per direttore di Neurologia. Presentano domanda in 4, due non si presentano: nel novembre 2025 vince proprio Romanelli. Il secondo classificato non risulta che abbia presentato ricorso.

In soldoni, Romanelli – controparte di La Valle quando erano entrambi all’Aou Città della Salute – vince un concorso da primario nell’Asl dove il Direttore Generale – già rinviato a giudizio – è colui contro il quale dovrà testimoniare al processo che comincia fra 10 giorni. Però!

D’altra parte La Valle è ben noto alle cronache piemontesi, oltre che per le catastrofiche performances della stagione in cui diresse la Città dalla Salute, anche per il concorso che bandì per se stesso, vincendolo. O per quello a cui partecipò il fratello. Ho raccontato di queste e altre prodezze, non lo rifaccio qui. Ricordo solo che il Cimo ha avuto un ruolo non indifferente nella defenestrazione di Schael, il commissario nominato e poi rimosso dall’assessore regionale perché faceva troppo seriamente il lavoro per il quale era pagato.

Ma non basta: fra i chiamati a testimoniare contro gli imputati compare la Dott.ssa Silvia Pelagalli. Guarda caso, il Direttore Generale dell’Aou-Csst Tranchida, subentrato al defenestrato Schael, avvia la procedura per un nuovo posto a capo della struttura che nell’Azienda si occupa della libera professione, dunque dell’intramoenia oggetto dello scandalo. Questa iniziativa, posta in essere ora, poco prima della testimonianza al processo della dott.ssa Pelagalli, rischia di essere intempestiva: con quale serenità contribuirà all’accertamento della verità sapendo che la sua carriera potrebbe dipendere da quanto e cosa dirà?

Fra manovre e posizionamenti pre-processuali sorprende la mimetizzazione di Cirio, il presidente della Giunta regionale, del suo assessore alla Sanità Riboldi. Sui giornali e in tivù sempre, ma mai per spiegare ai Piemontesi come abbiano potuto accettare una gestione così problematica da richiedere, anno dopo anni, pesanti iniezioni di fondi regionali sottratti ad altri servizi, senza che battessero ciglio. Loro e le opposizioni.

Intanto i Bilanci della Sanità, quello del 2025 (firmato da Tranchida con la penna speciale davanti a giornalisti dell’altro mondo adoranti) e quello del 2024, non sono ancora stati approvati dopo consulenze milionarie e piani di rientro mai seguiti. Perché “tutti sono innocenti fino al terzo grado di giudizio”, come amano ripetere i garantisti a intermittenza, ma i debiti che loro hanno fatto, i piemontesi li hanno già pagati e ancora lo fanno.

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