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L’infortunio, il ritiro per 16 anni, il ritorno e il sogno di una medaglia: la storia folle della 42enne Deanna Stellato-Dudek

Da un grave infortunio al ritorno sul ghiaccio: la straordinaria storia della pattinatrice verso Milano-Cortina 2026. "Quando sentivo una canzone in radio, immaginavo di pattinare".
L’infortunio, il ritiro per 16 anni, il ritorno e il sogno di una medaglia: la storia folle della 42enne Deanna Stellato-Dudek
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“Anche dopo essermi ritirata, quando sentivo una canzone alla radio, mi immaginavo di pattinare. È una cosa che non ti lascia mai”. Un terribile infortunio all’anca l’ha costretta a buttare i pattini in uno di quegli scatoloni dello scantinato che si sa che non apriremo mai più; l’ha costretta a fare i conti con la realtà, il dolore tremendo, e a rinunciare al sogno più grande della sua vita, quello che annunciava candidamente, giovanissima, in un’intervista semi-amatoriale a metà anni Novanta: “Ciò che desidero? Partecipare alle Olimpiadi e ai Mondiali. E diventare senior entro il 2002″.

La caduta: la giovane promessa dice addio al pattinaggio

Deanna Stellato-Dudek, statunitense con padre emigrato dall’Italia, è nata nel 1983. A cavallo col nuovo Millennio è una delle giovani pattinatrici in singolo più promettenti che ci siano. Vince l’oro nella finale di Gran Prix Junior, poi l’argento al Campionato mondiale junior a 17 anni. “Ho iniziato a 5 anni, letteralmente accanto a casa c’era una pista di pattinaggio. I miei genitori avevano iscritto mio fratello maggiore alla squadra di hockey. Poi iscrissero anche me nella squadra di pattinaggio artistico. Due piccioni con una fava”. Le Olimpiadi di casa, Salt Lake City 2002, sono a un passo, ma è proprio da quell’allenamento – sportivamente tragico – che pur non essendone consapevole, inizia la sua storia di riscatto (“la fiaba”, dirà qualcuno): provando un doppio axel, sente qualcosa rompersi, è il flessore dell’anca. Da quel momento, il dolore non le permette più di allenarsi. Addio Giochi, addio pattinaggio. Per sempre.

Ed è così che Stellato-Dudek torna a frequentare la scuola a tempo pieno, come una ragazza normale. E a 21 anni trova lavoro nello studio di un chirurgo plastico a Chicago. “Non ho pensato più al pattinaggio, mi faceva troppo male. Quando ci sono state le Olimpiadi di Vancouver ogni tanto accendevo la tv, ma poi la spegnevo subito”. Finché. Perché, naturalmente, c’è un finché.

Il ritiro aziendale: “Non credevo a me stessa”

Un giorno si trova a partecipare a un ritiro aziendale, una di quelle esperienze che finiscono sotto il cappello di “team building”. Lei, davanti a tutti, deve rispondere a una domanda presa a caso da un bigliettino: “Cosa faresti se sapessi di non poter fallire?“. Risposta di getto: “Vincere la medaglia d’oro alle Olimpiadi”. La stessa Stellato-Dudek è spiazzata: “Non credevo a ciò che avevo risposto, non credevo a me stessa”. Sta di fatto che qualcosa è successo, perché due settimane dopo riprende in mano quei pattini che erano finiti nello scantinato. Ma questa volta non sceglie il singolo, bensì il doppio. Dall’ultima volta che aveva infilato i pattini ai piedi sono passati ben 16 anni.

Conosce l’atleta canadese Maxime Deschamps, che ha otto anni in meno di lei. “Quando l’ho incontrato ho pensato subito: ‘Non capisco come faccia a essere ancora da solo e a non essere diventato campione del mondo'”. I due si trovano subito. Lui dirà: “Siamo lo Yin e lo Yang l’uno per l’altra”. E così iniziano a pattinare insieme nel 2019. Naturalmente per Stellato-Dudek è quasi come ripartire da zero. Sono necessari enormi sacrifici, allenamenti intensissimi (“mi alleno di più, più ore, so che devo farlo per competere con chi ha la metà della mia età”), una dieta ferrea e un programma di recupero dallo sforzo fisico che la coinvolge giorno e notte. Perché il corpo di Stellato-Dudek è provato dall’infortunio e dalla lunga assenza dall’agonismo: “Non c’è un solo giorno in cui non provi dolore” ammetterà di fronte alle telecamere del documentario Deanna’s Dream.

Il ritorno, i successi, le lacrime: “L’età non è un limite”

Il momento, finalmente, arriva. Torna alle competizioni quasi 20 anni dopo il grave infortunio. La coppia Stellato-Deschamps vince insieme il primo Challenge, poi il primo Gran Prix, 23 anni dopo quello vinto da ragazzina. Alla fine del 2024 ottiene la cittadinanza canadese – dopo aver imparato il francese – step necessario per poter partecipare alle Olimpiadi col suo nuovo partner. I due si presentano ai campionati nazionali canadesi: vincono, pur con una caduta di Stellato-Dudek. Lei è arrabbiata, e rivendica il fatto di esserlo: “Sono dispiaciuta. Ed esprimo il mio dispiacere. Agli atleti uomini è concesso, con le donne funziona diversamente”.

Da quel momento inizia la scalata per coronare il suo sogno, le Olimpiadi di Milano-Cortina. Nel 2024 salgono sul gradino più alto del podio ai Four Continent Championships di Seul, poi bissano il successo ai Mondiali di casa a Montreal. È un tripudio per chi tifa per lei. Stellato-Dudek è in lacrime: è l’affermazione più importante della sua travagliata – e straordinaria – carriera. “L’età per me non è un limite, la considero una risorsa. Ho amato, ho perso tanto, ho vissuto, e riesco a portare tutte queste emozioni sul ghiaccio”.

L’anno scorso, con la pressione dei favoriti, Stellato-Deschamps si fermano al quinto posto ai Mondali di Boston. Ma alla coppia va bene così: “Diamo il meglio quando partiamo da underdog”. Ora ci sono i Giochi di Milano-Cortina. Il duo ha incluso nei propri programmi un backflip. Sono i primi a farlo. A dirla tutta, ora, diventa complicato non tifare per la 43enne Deanna Stellato-Dudek, nonostante gli acciacchi, che hanno fatto saltare alla coppia l’evento a squadre: “Ho sacrificato la carriera, una relazione, mi sono sempre vista con dei figli, ma ora sono qui. Rifarei tutto”. In bocca al lupo, Deanna.

Mail: a.marzocchi@ilfattoquotidiano.it
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