Gentile lettore, la pubblicazione dei commenti è sospesa dalle 20 alle 9, i commenti per ogni articolo saranno chiusi dopo 72 ore, il massimo di caratteri consentito per ogni messaggio è di 1.500 e ogni utente può postare al massimo 150 commenti alla settimana. Abbiamo deciso di impostare questi limiti per migliorare la qualità del dibattito. È necessario attenersi Termini e Condizioni di utilizzo del sito (in particolare punti 3 e 5): evitare gli insulti, le accuse senza fondamento e mantenersi in tema con la discussione. I commenti saranno pubblicati dopo essere stati letti e approvati, ad eccezione di quelli pubblicati dagli utenti in white list (vedere il punto 3 della nostra policy). Infine non è consentito accedere al servizio tramite account multipli. Vi preghiamo di segnalare eventuali problemi tecnici al nostro supporto tecnico La Redazione
L'intervento del direttore de il Fatto: "Siamo in battaglia per la Costituzione, per il No al referendum. Sosteneteci"
Come sapete stiamo attraversando una fase di grande cambiamento e anche di grande difficoltà per il nostro lavoro, quello dell’informazione. Le abitudini della lettura cambiano, le edicole purtroppo chiudono, la gente si rifornisce di notizie “mordi e fuggi“ . Ogni copia che si perde in edicola ne richiede quattro o cinque in abbonamento digitale. Questo incide ovviamente sui bilanci dei giornali, anche di quelli che vanno molto bene come il nostro e che sono in continua espansione. Dobbiamo espanderci, allargare la nostra comunità ancora di più. Il 2026 sarà fondamentale. Sarebbe magnifico riuscire ad arrivare entro la fine dell’anno ad avvicinarsi ai 100.000 abbonati digitali. Ci stiamo provando passo per passo e quindi abbiamo in questa fase di battaglia, perché siamo in battaglia per il No al referendum, per la difesa della Costituzione, per la difesa delle garanzie dei cittadini contro le norme liberticide tipo decreto sicurezza, scudi penali, fermi preventivi. Il diritto al dissenso non è mai stato messo in discussione come in questo momento. Pensate al dissenso sulla versione mainstream della guerra in Ucraina, sulla copertura dello sterminio da parte di Israele a danno dei palestinesi a Gaza, sul doppiopesismo dell’Occidente rispetto ad aggressioni come quelle inflitte dagli americani e dei loro alleati prima all’Iran e poi al Venezuela. Persino professori universitari di grande prestigio e reputazione come Alessandro Barbero, Luciano Canfora, Angelo d’Orsi hanno problemi ad esprimersi liberamente. Sale, teatri e convegni che spariscono su richiesta di politici che si dicono liberali e che invece sono censori. Insomma sono le nostre battaglie che continuiamo a combattere a testa alta, a mani nude, e naturalmente ci servono i mezzi che potremmo chiedere al governo, allineandoci alla lunga fila di giornali sovvenzionati. E invece noi vogliamo rivolgerci a voi che siete i nostri padroni e vorremmo avere più padroni tra i lettori. E quindi, dato che il periodo è anche economicamente difficile, visto che i prezzi aumentano ma i salari nel loro potere d’acquisto diminuiscono, abbia mo pensato di venirvi incontro con un’altra finestra, come quelle che ogni tanto fissiamo nel corso dell’anno, che parte dal 9 febbraio e che arriva fino al 22 febbraio per dare la possibilità a chi si vuole abbonare al Fatto Quotidiano di poterlo fare al prezzo conveniente di 99,99 euro per un anno, al posto di 189,99 euro. Questo abbonamento vi darà la possibilità di leggere il quotidiano in pdf ogni mattina sul vostro dispositivo preferito, la navigazione de ilfattoquotidiano.it senza pubblicità, l’accesso all’archivio completo del Fatto Quotidiano, da quando siamo nati nel 2009, e la visione della nostra piattaforma televisiva TvLoft con tutti i suoi documentari, programmi esclusivi, format come Accordi & Disaccordi, La Confessione di Peter Gomez e tanto altro. Il nostro slogan questa volta è “se il giornalismo è libero il cittadino è sovrano”. Ecco, la sovranità non è un concetto astratto. In tempi in cui si vaneggia e si sproloquia di sovranismo, si è sovrani soltanto se si è informati e si è liberi soltanto sia se si ha tutto il ventaglio delle possibili scelte. Per questo lavoro di informazione ci servono i mezzi e noi i mezzi li chiediamo a voi cittadini. Ecco, ci servono cittadini che stiano alle nostre spalle e che ci supportino e che beneficino anche delle nostre battaglie, partecipando insieme a noi nel combatterle con un’arma che non ha mai fatto male a nessuno: l’abbonamento. Se vorrete darci una mano avete la possibilità di farlo fino al 22 febbraio. Vi ringrazio e combattiamo insieme.