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Ucraina, i dubbi dei tecnici sulle elezioni il 15 maggio: “Non c’è ancora un disegno di legge e poco tempo per prepararlo”

Olga Aivazovska, membro del gruppo per la preparazione delle norme sullo svolgimento del voto durante la guerra: "I lavori sono in corso, ma devono passare almeno sei mesi dalla fine dello stato di emergenza e l'inizio della campagna elettorale"
Ucraina, i dubbi dei tecnici sulle elezioni il 15 maggio: “Non c’è ancora un disegno di legge e poco tempo per prepararlo”
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La prima frenata è arrivata dall’ufficio presidenziale: “Se i russi uccidono ogni giorno, come possiamo annunciare o prendere seriamente in considerazione le elezioni nelle prossime settimane? Nessuno è contrario alle elezioni, ma deve esserci sicurezza“. E’ la risposta affidata dallo staff di Volodymyr Zelensky ai quotidiani che chiedevano un commento all’articolo del Financial Times secondo cui il presidente ucraino il 24 febbraio, anniversario dell’inizio dell’invasione, sarebbe intenzionato a indire per il 15 maggio un referendum sul futuro accordo di pace con la Russia e le elezioni.

L’ufficio presidenziale non è l’unico ad avere dubbi. Olga Aivazovska, presidente della rete civica OPORA e membro del gruppo di lavoro per la preparazione delle leggi sullo svolgimento delle elezioni durante la guerra, ha bocciato l’idea: “Fare qualsiasi dichiarazione politica sulle elezioni il 24 febbraio significa capire appieno lo stato d’animo della società ucraina e il trauma legato a quella data”, premette in un post su Facebook. Per poi illustrare i suoi dubbi sulla fattibilità tecnica del tutto: “I lavori del gruppo per la stesura della legislazione per le prime elezioni prebelliche sono in corso, ma c’è un’intesa che debbano passare almeno sei mesi dalla fine della legge marziale e l’inizio della campagna elettorale. Più si discute sugli articoli e le disposizioni della legge elettorale, più si comprende che anche questi termini sono molto ottimistici“.

Non solo: “Al momento non ci sono votazioni in Parlamento – spiega Aivazovska -, e dopo aver elaborato un quadro giuridico sotto forma di disegno di legge, dovremo tenere più di un incontro con fazioni e gruppi, dove altri interessi inizieranno ad agire e a entrare in gioco: oltre a quelli politici, gli interessi vitali attuali (sanzioni, indagini, ecc.). Questa parte potrebbe essere difficile e lunga, perché non esiste più una coalizione unanime che possa prendere decisioni in modo indipendente”.

“Il processo elettorale non può essere condotto senza una cessazione duratura delle ostilità. E il nostro nemico non lo farà e non mostra alcun segno di disponibilità per un cessate il fuoco”, ha commentato Serhiy Sternenko, consigliere del ministero della Difesa, su Telegram.

Il deputato Yaroslav Zheleznyak, membro del partito di opposizione Holos e attento critico del governo di Yuliia Svyrydenko, collega l’articolo del Financial Times al prossimo appuntamento elettorale che attende l’amministrazione Trump, che conduce le trattative tra Kiev e Mosca. “Ricordiamo che le elezioni di metà mandato negli Stati Uniti si terranno il 3 novembre” ed “è chiaro che i politici repubblicani vogliano avvicinarsi alle elezioni con il massimo margine di risultati, anche sul fronte del processo di pace. E come tutti i politici, il loro focus si sposterà sull’agenda interna in prossimità delle elezioni”. Insomma, conclude Zheleznyak, “il FT ha riferito una serie di congetture. Ma lo verificheremo tra due settimane”.

Anche il deputato Oleksiy Honcharenko, esponente del partito Solidarietà Europea e altro puntuale osservatore delle dinamiche politiche ucraine, si dice scettico: “Non ci saranno elezioni a maggio, così come non ci sarà alcun referendum”, perché non ci sono prerequisiti legislativi né misure concrete per organizzare un processo elettorale nel prossimo futuro. La Verkhovna Rada, sostiene il parlamentare, non ha nemmeno un progetto di legge completo: “Prima bisogna raggiungere un accordo di pace e solo dopo si potrà parlare di elezioni”.

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