Cani decapitati e chiusi in sacchi, scoperto “cimitero” clandestino nel Maceratese. Il ritrovamento grazie a un cucciolone del canile
Un maremmano decapitato e legato, come fosse incaprettato, e almeno altri 26 cani e un gatto (in tutto 28 animali), i cui resti erano chiusi in buste di plastica. È il ritrovamento horror fatto nel finesettimana nelle Marche, tra Loreto, in provincia di Ancona, e Scossicci, zona di Porto Recanati, nel Maceratese. Un vero e proprio “cimitero” clandestino su cui ora indaga la procura di Macerata con la pubblico ministero, Stefania Ciccioli, che ha aperto un fascicolo d’indagine per uccisione di animali.
La scoperta è avvenuta sabato 7 febbraio, attorno alle 13,45, grazie a Fonzie, un cucciolotto di un anno del canile di Osimo, Lilly e i vagabondi, che si trovava in passeggiata, in una zona poco frequentata d’inverno, lungo uno stradone che da Villa Musone, frazione di Loreto, conduce al mare, per un possibile pre-affido insieme a un’educatrice e alla sua ipotetica futura “mamma”. Un momento per permettere ai futuri padroni di conoscere il cane e vedere come si comporta in un momento di quotidianità che però si è trasformato in un’esperienza scioccante. “Fonzie mentre erano in passeggiata ha cominciato ad abbaiare e tirare verso il guardrail – racconta al Fatto Quotidiano Manuela Pallotta, dell’associazione Amici Animali Odv di Osimo che si occupa, tra gli altri, anche del canile cittadino – Tirava e non si capiva il perché. A un certo punto la volontaria si è affacciata e ha visto il primo cane, il maremmano. Era legato, incaprettato con nastro adesivo e busta di plastica. Sembrava decapitato”.
L’associazione a quel punto chiama i carabinieri forestali, di cui hanno i contatti per segnalare casi di maltrattamenti. Insieme a loro arrivano anche le guardie zoofile e altre associazioni della zona. “Hanno cercato la testa del cane e hanno cominciato a trovare altri resti di cani dentro buste di plastica, quelle per il mangime o per il terriccio. Inizialmente ne hanno trovati solo tre, perché poi si è fatto buio. Domenica mattina altri 15 e lunedì altri ancora”, ci racconta ancora Pallotta. In tutto 28 animali. Il cane trovato da Fonzie è il più “recente”, lì, secondo le prime analisi, “da circa tre giorni”. “Gli altri erano in diversi stadi di decomposizione – spiega ancora – Un altro cane, un esemplare da caccia, aveva ancora il teschio, i denti e un po’ di pelo. Aveva un paio d’anni”. Simbolo, ci spiega la volontaria, che non si trattava solo di cani “vecchi”, ma anche di animali giovani.
Tutte le ipotesi sono ancora al vaglio: i resti sono stati consegnati all’Istituto zooprofilattico di Tolentino che ora li dovrà analizzare insieme alla carcassa, integra di tessuti, del pastore maremmano trovato da Fonzie. Intanto proseguono le indagini dei carabinieri forestali di Recanati e della sezione Conero di Ancona, insieme alla Scientifica dei carabinieri, per cercare di individuare chi abbia potuto abbandonare i resti e in che modo gli animali siano morti.
La zona in cui sono stai ritrovati i resti, abbastanza nascosta, incolta e poco frequentata soprattutto in inverno, e la modalità di “smaltimento”, chiusi in sacchi, secondo la volontaria dell’associazione fanno pensare “a una stessa mano“, probabilmente di qualcuno “del posto che conosce la zona e sa che non ci passa nessuno”. Vicino ai resti, precisa, “sono state trovate anche buste con pallottole da caccia, accetta e mazze“. Secondo Pallotta potrebbe trattarsi anche di qualcuno “senza scrupoli” che fa questo “per altri”. Le ipotesi della volontaria, che da anni frequenta i canili della zona, sono molteplici, da cani morti che i proprietari non vogliono smaltire in discarica “per non spendere soldi”, ad animali giovani, come il maremmano, magari “non buoni per la caccia o per la pastorizia”.