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“Non più in imminente pericolo di vita” i ragazzi feriti nel rogo di Crans-Montana ricoverati al Niguarda

La prognosi per alcuni pazienti non è ancora stata completamente sciolta, una scelta dettata dalla prudenza. "Con i grandi ustionati – ha sottolineato l'assessore Bertolaso – possono sempre esserci ricadute, soprattutto di carattere infettivo. È necessario mantenere alta l’attenzione".
“Non più in imminente pericolo di vita” i ragazzi feriti nel rogo di Crans-Montana ricoverati al Niguarda
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I feriti del rogo di Capodanno a Crans-Montana ricoverati al Niguarda di Milano “non sono più in imminente pericolo di vita”. È il quadro rassicurante tracciato dall’assessore al Welfare della Regione Lombardia, Guido Bertolaso, intervenuto oggi a margine della seduta del Consiglio regionale.

A poco più di un mese dalla tragedia, un terzo dei pazienti trasferiti a Milano nei primi giorni di gennaio è già stato dimesso. Tra loro anche la donna italo-svizzera di 55 anni, ricoverata all’ospedale Niguarda, dimessa nella giornata di ieri e rientrata a Ginevra. Nonostante il ritorno a casa, la donna ha scelto di continuare a Milano il percorso di medicazioni e riabilitazione, spostandosi periodicamente tra Svizzera e Lombardia. Una decisione che, secondo Bertolaso, rappresenta “un segnale di gratitudine e rispetto per i servizi che le abbiamo garantito”.

Stessa fiducia espressa anche dalla veterinaria riminese di 29 anni, già tornata in Emilia-Romagna, che ha manifestato la volontà di rientrare a Milano per controlli periodici. Restano ricoverati i pazienti più gravi, in gran parte giovani che quella notte si trovavano insieme. I ragazzi che erano in terapia intensiva al Niguarda sono stati trasferiti nel reparto grandi ustioni, mentre il giovane ricoverato al Policlinico di Milano è in fase di uscita dalla terapia intensiva e rientrerà nei prossimi giorni al centro grandi ustioni del Niguarda. Le sue condizioni respiratorie, come ha spiegato l’assessore, “stanno migliorando sensibilmente”.

La prognosi per alcuni pazienti non è ancora stata completamente sciolta, una scelta dettata dalla prudenza. “Con i grandi ustionati – ha sottolineato Bertolaso – possono sempre esserci ricadute, soprattutto di carattere infettivo. È necessario mantenere alta l’attenzione”. I pazienti hanno già affrontato interventi complessi, tra trapianti e ricostruzioni del tessuto cutaneo. Il percorso di cura sarà ancora lungo, ma l’evoluzione clinica viene giudicata positivamente. Al Niguarda, inoltre, i giovani feriti saranno nuovamente riuniti nello stesso reparto, per affrontare insieme le medicazioni e le successive fasi della degenza.

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