Il mondo FQ

Quattro streghe rivoluzionarie per vendicare i femminicidi. Il racconto di Marilù Oliva per il Fatto Quotidiano

La scrittrice bolognese torna in libreria il 10 febbraio con il thriller "Via delle Streghe", incentrato su quella che è sbagliato definire "emergenza", la violenza contro le donne. Di fronte all'inanità generale, quattro "sorelle" usano la Magia nera per uccidere gli assassini
Quattro streghe rivoluzionarie per vendicare i femminicidi. Il racconto di Marilù Oliva per il Fatto Quotidiano
Icona dei commenti Commenti

di Marilù Oliva

“Se pensa alla Magia Nera, Magalie ne percepisce in parte l’energia buona, quella costruttiva. Quattro donne ferite dagli eventi che non si vogliono piegare alla rassegnazione comune. Quattro sghembe rivoluzionarie contro i femminicidi. Ne uccidono una un giorno sì e due no, dicono le voci quasi rassegnate, come se non ci fosse soluzione. I poliziotti? Erano stati allertati. Però è successo. Un’altra mamma non crescerà più i suoi bambini. Cosa si fa davvero per cambiare la mentalità? Così le streghe hanno ordito il delitto che ha come vittima un assassino. Cosa credono di fare, di poter ripulire il mondo? Magalie sfoglia i quotidiani di cui ha fatto incetta. Un vendicatore oscuro, recita un titolo gigantesco. Giunta l’ora dei maschicidi, scrive un giornale di estrema destra. Eppure Magalie non si sente in pace. E conosce il motivo. Ne possono anche uccidere dieci, venti, cento, ma ne arriveranno altri mille. Lei che ha fatto della ricerca scientifica l’epicentro della sua vita, sa bene che l’unico modo per contrastare il patriarcato è prevenire e educare alla civiltà”.

Il senso del thriller Via delle streghe è scuotere e sensibilizzare rispetto a una situazione di stallo. Come denuncia l’indagine Istat “Sicurezza delle donne” relativa al 2025, la violenza contro le donne non si arresta: 6 milioni e 400mila (il 31,9%) le donne che hanno subito almeno una violenza fisica o sessuale a partire dai 16 anni di età: il 18,8% (circa 3 milioni e 764mila) ha subito violenze fisiche e il 23,4% violenze sessuali. Ciò significa che una donna su tre è obbligata a fare i conti con le molestie e gli abusi. È condannata a portare a vita ferite profonde che influiranno sulle sue scelte e mineranno la sua serenità.

Le mie protagoniste sono delle vendicatrici di femminicidi. Questa è una provocazione, un’esasperazione. Lo fanno attraverso una laica Magia Nera, che nella stregoneria è l’arte portentosa della distruzione. In grado di provocare insuccessi, disfatte, rovina. Forze potentissime che arrecano danno ai nemici. Ma le donne di via delle Streghe la intendono diversamente. Il loro è impegno politico, vendetta, tutt’al più una miccia verso la rinascita. Vorrebbero che le cose cambiassero, vorrebbero scuotere l’opinione pubblica e indurre i governi a nuove misure. In un certo senso ci riescono, perché le persone – poiché i criminali impuniti non la passano più franca, grazie alle loro azioni – credono che una sorta di equilibrio venga ripristinato e cominciano a parteggiare per loro. Si crea una grande ondata di solidarietà, anche se nessuno sa chi sono. Perché loro agiscono nell’ombra. Per precauzione non comunicano mai tra di loro nei giorni precedenti al delitto attraverso qualsiasi forma multimediale. Restano ancorate all’antico uso della parola, a leggersi guardandosi dritto negli occhi, all’abitudine a incontrarsi dopo mezzanotte, in Sabba prestabiliti, al quinto piano di un appartamento di via delle Streghe, mentre fuori, almeno nei periodi in cui sono usciti dal letargo, sfrecciano coi loro ghirigori paraboloidi frotte di pipistrelli.

Una magia laica, dicevo. Nessuna di loro quattro crede nel portento della bacchetta magica, ma ciascuna punta sul potere della volontà e sul dominio delle energie.

C’è Magalie, professoressa quarantenne di Storia medievale specializzata in Storia delle streghe, che da piccola è stata vittima di violenza assistita.

C’è Serena, sua ex allieva, sorella di una ragazza uccisa a tradimento dal fidanzato, poco prima di laurearsi.

C’è Zulmira, la più anziana del gruppo, veggente che negli anni ha accumulato un discreto gruzzoletto vendendo elisir e vaticini alle sue credulone clienti.

C’è Iside, trans che qualche anno prima si è gettata dal quinto piano del suo appartamento per dire addio alle pochezze dell’umanità. Ma è sopravvissuta e ora, genio dell’informatica, supera i limiti della sua sedia a rotelle volando per il web.

Queste quattro donne che vendicano le vittime di femminicidio e in qualche modo cercano di riscattare le tante colleghe finite sul rogo hanno subìto ferite profonde e credo che sappiano benissimo, nel loro cuore, che quella missione sia sbagliata. Sostituire la legalità con la faida significherebbe azzerare secoli di conquiste del diritto e della civiltà, chiaro che la Congrega ne è consapevole. Però vuole portare avanti azioni provocatorie e furibonde, perché le sue adepte sono esasperate dalla reiterazione e dalla brutalità di molti casi di cronaca. Nella catena attuale di denuncia, attuazione della giustizia e pena c’è ancora molto che non funziona e loro non riescono più a restare impassibili.

Ognuna di loro dà un contributo fondamentale alla Magia Nera ed è specializzata in ricerca dati o in veleni o in combattimento. Ognuna di loro, senza saperlo, partecipa al compimento delle missioni rendendo alchemici i loro intenti e divenendo promotrice di una rete di complicità. Ogni tanto vacillano, ogni tanto litigano, ma la sorellanza per loro non è una parola vuota che va sbandierata perché va di moda, no: per loro è collante imprescindibile e lo dimostreranno fino alla fine. Rivelandoci anche uno degli aspetti più semplici e una delle conquiste più sfuggenti della magia: come essa, nelle sue modalità più spontanee e razionali, si dispieghi ovunque.

Gentile lettore, la pubblicazione dei commenti è sospesa dalle 20 alle 9, i commenti per ogni articolo saranno chiusi dopo 72 ore, il massimo di caratteri consentito per ogni messaggio è di 1.500 e ogni utente può postare al massimo 150 commenti alla settimana. Abbiamo deciso di impostare questi limiti per migliorare la qualità del dibattito. È necessario attenersi Termini e Condizioni di utilizzo del sito (in particolare punti 3 e 5): evitare gli insulti, le accuse senza fondamento e mantenersi in tema con la discussione. I commenti saranno pubblicati dopo essere stati letti e approvati, ad eccezione di quelli pubblicati dagli utenti in white list (vedere il punto 3 della nostra policy). Infine non è consentito accedere al servizio tramite account multipli. Vi preghiamo di segnalare eventuali problemi tecnici al nostro supporto tecnico La Redazione