Dl Ucraina, i vannacciani sfidano la Lega: “Vedremo in quanti sono per lo stop all’invio di armi”. Il governo pronto a blindarsi con la fiducia
La sfida è aperta. I tre deputati che hanno seguito Roberto Vannacci nel suo nuovo partito Futuro Nazionale provano a creare disagio all’interno dei partiti di maggioranza sul tema dell’invio di armi a Kiev. Emanuele Pozzolo e i due ex leghisti Rossano Sasso e Edoardo Ziello hanno infatti presentato un emendamento soppressivo al decreto Ucraina che prevede lo stop totale dell’impegno da parte del governo dell’autorizzazione all’invio di nuove forniture e equipaggiamenti militari a favore delle autorità governative ucraine. “Vediamo quanti patrioti nel centrodestra voteranno a favore degli Italiani e soprattutto quanti assenti ci saranno tra le file della Lega che da mesi dice di non voler più inviare aiuti a Zelensky ma poi, nei fatti, si smentisce clamorosamente e vota sempre a favore”, fanno sapere in una nota i tre vannacciani. E così, proprio per vitare problemi, il governo si blinda: secondo quanto si apprende, infatti, l’esecutivo di Giorgia Meloni è pronto martedì a porre la questione di fiducia sul decreto, prima dell’inizio delle votazioni.
Una mossa che spegnerebbe l’iniziativa dell’emendamento firmato dai tre uomini del generale. Loro però non demordono: “È bastato presentare un emendamento per mettere in difficoltà quanti, soprattutto nella Lega, la pensano come noi“, dichiara Rossano Sasso: “Ora con la decisione di porre la fiducia sul dl, l’emendamento decade ma abbiamo pronti – aggiunge – tre odg che vanno nella stessa direzione e che si possono votare. Evidentemente – aggiunge – non solo noi avevamo previsto tante assenze tra i banchi della Lega”. Per aggirare il blocco del governo pertanto i i tre deputati hanno presentato un ordine del giorno a testa, tutti sempre finalizzati a contrastare l’invio delle armi a Kiev. “Noi riteniamo – dichiarano Pozzolo, Sasso e Ziello – che inviare ulteriori armamenti a Zelensky non aiuti il processo di pace, e una pace raggiunta oggi offrirebbe agli stessi ucraini condizioni migliori rispetto ad una pace raggiunta domani. Aggiungiamo che inviare ulteriori miliardi di euro di soldi degli italiani in mani che non sempre hanno brillato per onestà, vedasi i recenti fatti di cronaca di corruzione di uomini vicinissimi a Zelensky, non tutelano gli interessi degli Italiani. Preferiremmo – concludono – che quei soldi venissero utilizzati per la sicurezza degli Italiani, per aumentare il numero delle forze dell’ordine oggi purtroppo inadeguato dinanzi all’escalation criminale che attanaglia le nostre città”.
Oltre a quello dei vannacciani, sono circa quindici gli emendamenti presentati dai gruppi parlamentari al dl Ucraina. Da Alleanza Verdi–Sinistra al Movimento 5 stelle sono diversi gli emendamenti che puntano sempre alla soppressione dell’intero articolo 1 del decreto Ucraina, ovvero la proroga dell’invio di mezzi militari a Kiev. Anche questi salterebbero con la questione di fiducia. “C’era da aspettarselo, la maggioranza non tiene le proprie contraddizioni interne, anche questo è l’effetto Vannacci“, commenta la capogruppo di Avs alla Camera, Luana Zanella. “Noi – spiega – abbiamo presentato emendamenti molto chiari contro l’invio di armi e, in questo caso, contro la secretazione di ciò che viene inviato e dei suoi costi: con la fiducia, governo e maggioranza eviteranno il confronto di merito, ancora una volta”.