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La Commissione Ue vuole indebolire la tassa sul carbonio alle frontiere. E l’industria pesante europea non ci sta

L'esecutivo europeo ha proposto una clausola che consentirebbe di esentare determinate merci dal meccanismo in caso di "grave danno al mercato interno dell'Unione". I produttori di fertilizzanti, cemento ed energia elettrica temono che questo faccia saltare i piani di investimento per la decarbonizzazione
La Commissione Ue vuole indebolire la tassa sul carbonio alle frontiere. E l’industria pesante europea non ci sta
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Industria pesante per una volta in difesa di una legge per il clima. Succede, scrive Politico, perché le aziende europee temono le conseguenze negative dei ritocchi proposti dalla Commissione alla normativa che introduce la tassa sul carbonio alle frontiere (Cbam), balzello che colpisce le importazioni in Ue di prodotti ad alta intensità di carbonio da parte di aziende con sedi in Paesi dove la legislazione ambientale è più permissiva.

L’esecutivo europeo vorrebbe ora assicurarsi il potere di esentare determinate merci dal meccanismo: a dicembre ha proposto di introdurre una clausola (articolo 27a) che consentirebbe di farlo in caso di “grave danno al mercato interno dell’Unione dovuto a circostanze gravi e impreviste relative all’impatto sui prezzi delle merci” e “finché tali circostanze non saranno superate”. La proposta ha sollevato allarme perché, nella sua vaghezza, potrebbe creare incertezze che metterebbero a rischio gli investimenti necessari per la transizione verso un’economia a basse emissioni.

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