L’ultimo mistero del caso Epstein: Karyna Shulyak, la ragazza a cui il predatore sessuale ha lasciato 100 milioni
È cresciuta a Minsk. Si è iscritta all’Università Statale di Medicina della Bielorussia. Nel 2009, a 20 anni, parte per gli Stati Uniti grazie al programma Work and Travel, che consente agli studenti stranieri di trascorrere l’estate lavorando negli Usa. Quell’anno, la vita di una anonima aspirante dentista di nome Karyna Shulyak cambia radicalmente: perchè – è il caso di dirlo – trova l’America. E Jeffrey Epstein.
Le recenti pubblicazioni degli Epstein Files hanno permesso di approfondire i rapporti del finanziere condannato per reati a sfondo sessuale, morto in carcere il 10 agosto 2019. L’ultimo faldone è stato reso noto dal Dipartimento di Giustizia il 30 gennaio; in mezzo a quelle carte ci sono 32 pagine, che sono state scritte due giorni prima che il predatore perdesse la vita. In quei fogli lo stesso Epstein specifica a chi andrà la sua eredità: e così salta fuori il nome di Karyna Shulyak, la maggiore beneficiaria con 100 milioni di dollari. Giusto per capire le proporzioni: a Ghislaine Maxwell, sodale di Epstein in carcere per scontare 20 anni di detenzione con l’accusa di aver procurato le ragazze minorenni destinate ad avere rapporti sessuali sia con il finanziere che con la sua cerchia di amici, vengono lasciati “solo” 10 milioni di dollari.
Nel testamento, Epstein lascia 288 milioni di dollari e diverse proprietà immobiliari. Al fratello Mark lascia 10 milioni, così come a Ghislaine; Richard Kahn e Darren Indyke, rispettivamente commercialista e avvocato con il ruolo di esecutori testamentari, hanno ricevuto rispettivamente 25 e 50 milioni di dollari. E poi c’è Karyna Shulyak, a lei toccano 100 milioni di dollari, così ripartiti: metà “sull’unghia”, il resto depositati a un fiduciario che gli corrisponderà pagamenti mensili a vita; e poi 48 diamanti, appartamenti a New York e Parigi, un ranch e Little St. James, l’isola privata nei Caraibi dove il finanziere organizzava le sue feste.
Per alcune fonti, quello di Epstein e Karyna era “vero amore”. Lui gli paga gli studi in odontoiatria, anche se lei non diventerà mai una dentista; paga le cure mediche per la madre di lei e ai genitori della ragazza trasferisce 100 mila dollari, oltre a ospitarli diverse volte negli Stati Uniti. Le permette di ottenere la residenza permanente gli Stati Uniti procurandole una sposa: Karyna accettò di contrarre matrimonio con Jennifer Kalin, una donna della cerchia di Epstein. Sigrid McCawley, avvocato delle vittime di Epstein, ha raccontato che queste pratiche servivano al finanziere per trattenere negli Usa le ragazze che gli piacevano. Lei era a conoscenza degli incontri di Epstein con minorenni? Un messaggio del 2013 mette in evidenza che il finanziere rimprovera la ragazza per aver creduto di poter “controllare chi entrava e usciva” dalla sua sala massaggi.
Da quel che emerge, Karyna non è mai stata sfruttata sessualmente da Epstein e gli investigatori non l’hanno mai messa sotto inchiesta per il racket del magnate. Per quel che riguarda l’eredità, Daniel Weiner, avvocato che rappresenta gli esecutori testamentari Richard Kahn e Darren Indyke, ha dichiarato che nessun beneficiario riceverà lasciti sino a quando tutte le vittime di Epstein, non saranno risarcite: sono stati già versati 170 milioni di dollari. Lei, a quel che risulta ai media americani, vive a New York: il 15 giugno 2023 la Fox mostra una immagine della bielorussa sulla Quinta Avenue; il 30 maggio 2024 lo stesso fa l’agenzia Getty con uno scatto di Karyna a Manhattan.
Karyna Shulyak resta una persona centrale nella vicenda Epstein: secondo il New York Times, l’ultima persona che Epstein chiamò la sera prima di morire, il 9 agosto 2019, fu proprio lei. Una conversazione durata circa un quarto d’ora, che non fu registrata. Quando la guardia carceraria chiese al detenuto Epstein con chi avesse parlato lui rispose: “Mia madre”. Ma la mamma di Epstein era scomparsa nel 2004. Dopo quella telefonata il finanziere tornò nella sua cella, e lì sarà trovato la mattina dopo, senza vita.