Bambina di 2 anni morta in casa a Bordighera: “Aveva lividi sul corpo”. Arrestata la madre
È stata arrestata per omicidio preterintenzionale la mamma della bambina di due anni morta questa mattina (lunedì 9 febbraio) a Bordighera. La piccola era a casa con la madre. È stata lei a chiamare i soccorsi riferendo di averla trovata priva di sensi. All’arrivo del 118 la piccola, che era in arresto cardiaco, è deceduta nonostante i tentativi di salvarla. Sul cadavere il medico legale riscontra alcuni lividi.
Tutto è accaduto a Montenero, una frazione di Bordighera, all’interno di una villetta difesa da una folta siepe e dalla videosorveglianza. La madre della piccola, che ha altri due figli di 9 e 10 anni, dice ai militari che la bambina era caduta dalle scale qualche giorno fa. Il suo racconto però non convince del tutto. Così viene portata in caserma dove, assieme ai carabinieri, viene interrogata dal sostituto procuratore Veronica Meglio. A loro, la donna racconta la sua storia. La bambina qualche giorno fa era caduta dalle scale ma stava bene. Oggi, ha detto, è uscita lasciando i tre figli a casa. Ma quando è tornata la bambina stava male, non respirava e così ha chiamato il 118.
Nel lungo interrogatorio la donna nega tutto. Nega di aver fatto male alla piccola. Ma mentre lei parla e risponde alle domande degli inquirenti, i carabinieri visionano i filmati del sistema di videosorveglianza, cercando riscontri a quanto racconta la donna. E il medico legale, incaricato dalla procura, esamina il corpicino della bambina. L’esito dell’ispezione contraddice la madre: quei lividi sono provocati da colpi volontari alcuni dei quali inferti con corpi contundenti. La relazione del medico legale e la visione della videosorveglianza convincono gli inquirenti che la donna sta mentendo. E decidono di arrestarla con l’accusa di omicidio preterintenzionale.
Dalla procura fanno sapere che sono in corso “molte altre indagini” per ricostruire l’accaduto. Domani verrà disposta e affidata l’autopsia che potrebbe rivelare particolari fondamentali per l’indagine. Non è escluso che vengano sentiti altri testimoni. “Abbiamo fatto richiesta di arresti domiciliari presso la residenza del papà della signora”, ha detto l’avvocata della donna, Laura Corbetta uscendo dalla caserma dei Carabinieri, sottolineando che “la richiesta è ancora in valutazione”. “La procura sta aspettando ulteriori elementi di indagine per prendere una decisione. I magistrati stanno facendo ulteriori accertamenti”, ha aggiunto. Sul fatto che la donna neghi le accuse che le vengono contestate l’avvocato risponde secca: “Ma quali accuse? Qui si tratta di una caduta accidentale della bambina e del fatto che la signora non abbia prestato soccorsi. Ma in quel momento non sembrava una situazione preoccupante. Fino a ieri sera la bambina stava bene”. Ma la versione della donna continua a non convincere gli inquirenti.