Le sprint, lo skiathlon e la tecnica dell’utilizzo della sciolina di tenuta: lo sci di fondo, sport dove l’Italia ha vinto più medaglie ai Giochi
Lo sci di fondo è lo sport in cui l’Italia vanta più medaglie alle Olimpiadi Invernali, al pari dello sci alpino, ed è la forma più antica di sci. Nato per coprire lunghe distanze su terreni innevati in Nord Europa, la prima gara documentata risale al 1842. Ma divenne famoso per la traversata della Groenlandia di Fridtjof Nansen nel 1888. È uno dei sette sport che ha debuttato ai Giochi Invernali nella prima edizione di Chamonix 1924.
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Regole e tecniche di sciata
Fino agli anni ’80 del Novecento l’unica tecnica di sciata era quella classica. Qui gli sci si muovono paralleli all’interno di binari, realizzati artificialmente nella neve, che li guidano senza bisogno che l’atleta debba correggerne la direzione. Gli atleti avanzano sia grazie alla spinta delle braccia, con l’ausilio di bastoncini, sia con quella delle gambe. La coordinazione nei due movimenti e il costante spostamento del peso da una gamba all’altra sono fondamentali anche per il pattinato o skating, comparso agli inizi degli anni ’80 e ammesso ai Giochi a Calgary 1988. In questa tecnica gli atleti sciano fuori dai binari e avanzano pattinando lateralmente rispetto al senso di marcia. Il lavoro delle gambe è abbinato alla spinta delle braccia con i bastoncini. Un’altra differenza tra le due tecniche è l’utilizzo della sciolina di tenuta, una miscela applicata sotto lo sci, al centro, per fare sì che non scivoli all’indietro in salita. La sciolina è usata nel classico, ma non nello skating, dove la scorrevolezza è fondamentale per poter creare più velocità.
Sprint, team sprint e 10 km
Alle origini lo sci di fondo si disputava solo su lunghe distanze. Oggi la disciplina si è evoluta e la specialità più presente in Coppa del Mondo è la sprint, gara di circa 1,5 km con più fasi. Dopo le qualifiche, si procede con quarti, semifinali e finali, da cui emerge il podio di giornata. Simile è la team sprint, dove però gli atleti gareggiano in coppia e dopo tre frazioni (sei giri totali) viene decretata la squadra vincitrice. Diversa è la 10 km con partenza a intervalli, una gara contro il cronometro in cui i fondisti partono una alla volta.
Lo skiathlon, la 50 km e la staffetta
Novità dei primi anni Duemila è lo skiathlon, unica gara in cui vengono praticate entrambe le tecniche per un totale di 20 km (10 in classico e 10 in pattinato). Storica e presente fin da Chamonix 1924 è la 50 km, in cui gli atleti partono assieme. Altra gara tradizionale è la staffetta, composta da quattro fondisti, di cui due sciano in classico nelle prime frazioni e due in skating nelle ultime. Ciascuno percorre 7,5 km, per un totale di 30. Nelle gare individuali, a parte lo skiathlon, la tecnica di sciata è stabilita prima della partenza e non cambia mai.
Le stelle azzurre
La Nazione dominante nello sci di fondo è la Norvegia, che vanta ben 129 medaglie ai Giochi. Il primo acuto azzurro risale a Grenoble 1928, quando Franco Nones vinse l’oro nella 30 km in classico. Successi indimenticabili sono anche l’oro della staffetta maschile a Lillehammer 1994, in casa della Norvegia, e a Torino 2006. Al femminile, Stefania Belmondo è la regina italiana con 10 medaglie olimpiche, seconda solo ad Arianna Fontana negli sport invernali. Sette, invece, sono i podi a cinque cerchi di Manuela Di Centa. L’attuale faro azzurro è Federico Pellegrino, 17 volte vincitore in Coppa del Mondo (nessuno come lui in Italia) e con già un argento e un bronzo olimpico al collo.