Incendio al memoriale delle vittime di Crans-Montana: aperta un’inchiesta
Le fiamme sono divampate intorno alle 6 in Rue Centrale, a Crans Montana. Un incendio che ha avvolto il memoriale delle vittime del rogo del Constellation nella notte di Capodanno, dove sono morte 41 persone e 115 sono rimaste ferite. I vigili, ha riferito la polizia cantonale del Vallese, sono prontamente intervenuti per spegnere il rogo e non ci sono feriti. E’ stata aperta un’inchiesta sulle cause del rogo.
La vicenda giudiziaria della strage di Capodanno – Intanto le indagini sulla strage del Constellation rischiano di coinvolgere anche il Cantone del Vallese, all’indomani delle scioccanti rivelazioni del responsabile della sicurezza del Comune di Crans-Montana, Christophe Balet, che nell’interrogatorio di ieri ha ammesso di non avere il brevetto anticendio e ha spiegato che i controlli di sicurezza nei locali pubblici sono stati rallentati da un problema di aggiornamento di un software.
Sul lavoro dei magistrati della procura generale di Sion è tornato il presidente della Confederazione svizzera, Guy Parmelin, che si trova a Milano per le Olimpiadi. “Il premier italiano Giorgia Meloni ha espresso dubbi e incomprensioni sul fatto che il signor Moretti fosse stato liberato. Ho spiegato che c’è la separazione dei poteri e che ora è la giustizia che deve fare il suo lavoro”, ha detto sottolineando di aver percepito “molta emozione” nelle parole della presidente del Consiglio italiana. “È qualcosa che posso comprendere”, ha aggiunto Parmelin, annunciando che le condizioni dei feriti stanno migliorando.
Se tra l’Italia e la Svizzera i rapporti si stanno lentamente normalizzando, dopo gli attriti delle scorse settimane, ad alzare il livello dello scontro istituzionale interno alla Confederazione sono i sindaci del distretto di Sierre, di cui Crans-Montana fa parte. In un documento congiunto definiscono “inapplicabile” proprio la legge che impone i controlli annuali di prevenzione contro gli incendi in tutti i locali pubblici. Norma disattesa nella stazione sciistica, considerato che al Constellation gli ispettori non erano più andati dal 2019.
“Nessun Comune è oggi in grado di assumersi pienamente questo compito; non si tratta solo di una mancanza di mezzi, ma di un dispositivo il cui perimetro è troppo ampio”, scrivono i primi cittadini. Nel chiedere una riforma legislativa urgente, minacciano anche le dimissioni: “Sia i responsabili della sicurezza comunali che le autorità politiche potrebbero quindi vedersi costretti a rinunciare alle proprie responsabilità professionali e politiche”.
Su un possibile coinvolgimento nell’inchiesta del Cantone del Vallese è intervenuto anche Laurent Moreillon, avvocato e docente di diritto all’Università di Losanna. Intervistato dalla televisione svizzera Rts, ha spiegato che “se si entra nella problematica di analisi delle responsabilità del Comune probabilmente si deve andare più in alto: è possibile che ci sia il funzionario che ha omesso, ma bisogna chiedersi chi doveva controllarlo e allora si arriva al vertice del Comune e probabilmente anche più in alto, al Cantone, che ha un servizio che si occupa di incendi”.
Molto dipende anche da cosa emergerà negli interrogatori della prossima settimana. Lunedì sarà sentito dai magistrati Ken Jacquemoud, che è stato capo della sicurezza dei locali pubblici di Crans-Montana fino al 2024. Poi toccherà di nuovo a Jacques e a Jessica Moretti, proprietari del Constellation, attesi dalla procura per mercoledì 11 e giovedì 12 febbraio.