Dietro Epstein un’élite marcia e disonesta. Un sistema di potere tutto occidentale
Anni fa, un banchiere che gestiva i grandi patrimoni mi disse che i ricchi, quelli veri, ed i potenti vivono in un ghetto. Hanno paura di mischiarsi con la gente comune, il loro isolamento non dipende dalla paura di essere bersaglio di delinquenti o pazzi (vedi uccisione di John Lennon) ma di dover interagire con noi. Si fa shopping nelle boutique da soli, nelle ore di chiusura; si vola solo ed esclusivamente con il jet privato e si socializza solo con gente che vive nello stesso ghetto.
Nel libro The Hungher Game, i privilegiati vivono nella Capitale sfruttando tutti gli abitanti dei distretti. Chi vive nella Capitale non mette in discussione questa diseguaglianza ed ingiustizia perché si sentono migliori degli altri e quindi hanno più diritti. Virginia Giuffre aveva detto che per il principe Andrew fare sesso con lei adolescente era un suo privilegio, un diritto legato, molto probabilmente, al suo sangue blu.
Il sistema di diseguaglianze e sfruttamento descritto in The Hungher Game sembra proprio essere identico alla società occidentale dove un cerchio di uomini, e donne ad essi collegati, sfrutta adolescenti e bambini per i loro desideri e piaceri sessuali e così facendo si fanno affari, ci si arricchisce con l’insider trading, si scambiano favori politici, in altre parole si gestisce quella parte di mondo che si autodefinisce libera e democratica.
È impressionante costatare che questi individui provengano da tutte le professioni e discipline possibili e che il comune denominatore è sempre lo stesso: il sesso con le ragazzine, la pedofilia. In The Hungher Game è la guerra tra i poveri, gli abitanti della Capitale godono nel vedere gli adolescenti dei Distretti uccidersi a vicenda per sopravvivere. Vince chi riesce ad ammazzare tutti.
L’adolescenza affascina sempre. È un periodo che nella memoria di chi invecchia diventa magico e quindi la si vuole riconquistare in qualche modo. È quello che questi porci ricci e potenti facevano con le ragazzine di Epstein? Oppure, come in tutte le civiltà arrivate alla fine, la decadenza si manifesta nella perversione sessuale?
Poco importa perché dietro il paravento del sesso, come spiegava decenni fa Pasolini, c’è una realtà egualmente agghiacciante: la nostra celebrata élite, che consideriamo superiore a tutte le altre, a quelle di regimi politici diversi da noi, è marcia e disonesta. Certo, ci sono sforzi da parte di una certa stampa di farci credere che dietro Epstein ci fosse la Russia per ricattare i suoi seguaci pedofili. Ma si tratta di accuse indifendibili, il fenomeno Epstein è tutto occidentale.
Ma non basta, non emerge dai file alcun ricatto, chi lo frequentava non aveva bisogno di essere ricattato per dargli ciò che voleva, si cooperava con lui per riconoscenza! Difficile imbattersi in qualche nome maschile famoso che non sia negli Epstein File, pochissimi infatti hanno resistito al fascino del master della massoneria pedofila. Ed anche chi non si intratteneva con le ragazzine e dopo un primo incontro aveva deciso di non frequentarlo, sapeva bene cosa facesse, ma nessuno ha avuto il coraggio di denunciarlo. Sono anche loro colpevoli? A mio parere sì.
Tutte queste vite spezzate, queste adolescenze traumatizzate non solo domandano giustizia da parte dello Stato, ci chiedono di cancellare dalla nostra vita questi individui, di bruciare il ghetto dove vivono con la nostra indifferenza. Non si guardano più certi film, non si comprano più alcuni prodotti, non si ascoltano più tante voci, non si votano più certi partiti e politici e così via.