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Valanghe travolgono scialpinisti in Valtellina e in Trentino: quattro morti

Gli incidenti avvenuti sull'alpe Meriggio, a Bellamonte e sulla Marmolada. L’allerta valanghe sulle alpi Orobie era molto elevato, con un indice di tre su una scala europea di cinque gradini
Valanghe travolgono scialpinisti in Valtellina e in Trentino: quattro morti
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Erano partiti in tre per andare a sciare fuori pista ma soltanto uno di loro è sopravvissuto alla tragedia, uscendo da solo dalla neve. Questo il destino dei tre sciatori che sono stati travolti da una valanga staccatasi sull’alpe Meriggio in Valtellina. L’incidente è avvenuto intorno alle 12 del 7 febbraio nel comune di Albosaggia, in provincia di Sondrio, in una giornata in cui l’allerta valanghe sulle alpi Orobie era molto elevata, con un indice di tre su una scala europea di cinque gradini. Ma anche in Trentino ci sono state due vittime: la prima è uno dei quattro scialpinisti recuperati dalla valanga staccatasi a Bellamonte e trasportato in gravissime condizioni all’ospedale S. Chiara di Trento, dove poi è morto. La seconda vittima è quella recuperata a Punta Rocca, sulla Marmolada nel pomeriggio di oggi, poco dopo le 16. È intervenuto l’Aiut Alpin, allertato dalla centrale operativa di Trentino emergenza. In entrambi i casi si tratterebbe di escursionisti locali.

Valtellina – Sul posto sono intervenuti i tecnici del soccorso alpino e i militari della Guardia di finanza. Le operazioni hanno richiesto anche l’intervento dell’elicottero Drago dei vigili del fuoco. Proprio l’elisoccorso ha trovato l’escursionista che inizialmente era stato dato per disperso: purtroppo è deceduto poco dopo essere stato estratto dalla neve. L’ultimo membro del gruppo è in condizioni critiche. Si tratta della seconda valanga che si è distaccata nella zona in 24 ore. Venerdì 6 febbraio, nel comune di Madesimo, un militare di 30 anni del soccorso alpino-fluviale della Guardia di finanza è rimasto sotto la neve durante un’esercitazione in Alta Valle Spluga. L’uomo è stato trasportato in codice rosso all’ospedale Papa Giovanni XIII di Bergamo.

Immagine in evidenza d’archivio

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