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Barack e Michelle Obama come scimmie: il post di Trump con l’AI. Casa Bianca: “Basta con la finta indignazione”. Poi lo cancella

Like e indignazione per il post su Truth. Washington si giustifica: "E' un video meme di internet che raffigura Trump come il Re della Giungla e i democratici come personaggi del Re Leone". Poi anche il senatore afroamericano repubblicano Tim Scott si indigna e arriva la marcia indietro
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L’immagine arrivava quasi alla fine del video, durava un istante. Ritraeva i volti Barack e Michelle Obama con corpi di scimmie, in un evidente montaggio creato dall’intelligenza artificiale. Non una caricatura di cattivo gusto di Black Mirror: a postarlo era stato niente meno che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, sul suo social Truth. Un insulto deliberato che ha scatenato la reazione dell’Unione europea, dell’opposizione Usa e pure dal senatore afroamericano repubblicano Tim Scott, che presiede il comitato elettorale dei repubblicani al Senato per le elezioni di Midterm. Fino a quando un funzionario della Casa Bianca ha fatto sapere che il post era stato “erroneamente pubblicato da un impiegato” ed “è stato rimosso“.

La reazione dell’Ue

Razzismo, incitamento all’odio e contenuti illegali non hanno spazio online, non perché lo dice la Commissione, ma perché sono illegali nella vita reale. Abbiamo un principio generale, almeno in Europa. Ovvero che ciò che è illegale offline nella vita reale dovrebbe essere illegale online“, ha dichiarato un portavoce della Commissione durante il briefing con la stampa. “E’ bello sentirsi al sicuro a casa in Europa. È proprio per questo che abbiamo una normativa in vigore”, ha osservato il portavoce, ricordando che quando si tratta di singoli utenti, possono essere avviate indagini penali ma ciò “non spetta alla Commissione europea. Non è quello che facciamo”. Il portavoce ha ricordato che in Ue le grandi piattaforme diventano responsabili di ciò che pubblicano “e noi possiamo aprire delle indagini come abbiamo fatto, e potrebbero esserci sanzioni finanziarie. Non esaminiamo un singolo post sui social media di una piattaforma. Esaminiamo i sistemi che queste piattaforme hanno messo in atto in Europa per evitare che questo tipo di contenuti venga amplificato, aumentandone la visibilità, perché questo può essere estremamente dannoso”, ha concluso.

Da Washington, ore dopo, è arrivata la risposta alle polemiche. “Si tratta di un video meme di internet che raffigura il presidente Trump come il Re della Giungla e i democratici come personaggi del Re Leone“, ha dichiarato a caldo la Casa Bianca. “Per favore, smettetela con questa finta indignazione e parlate di qualcosa che sia davvero importante per il pubblico americano”. Salvo correggere il tiro.

Le condanne negli Usa

Negli Usa, il post ha ricevuto in poco tempo migliaia di like, oltre ad aver suscitato critiche. L’ufficio del governatore della California Gavin Newsom, potenziale candidato democratico alle presidenziali del 2028 e noto oppositore di Trump, ha criticato aspramente il post su ‘X’. “Comportamento disgustoso da parte del presidente. Ogni singolo repubblicano deve denunciarlo. Ora”, ha scritto l’ufficio stampa di Newsom su X. Anche Ben Rhodes, ex consigliere per la sicurezza nazionale e consigliere di Barack Obama, ha condannato le immagini. “Che Trump e i suoi seguaci razzisti continuino a tormentarsi pensando che in futuro gli americani considereranno gli Obama come figure amate, mentre studieranno lui come una macchia nella nostra storia”, ha scritto Rhodes su X. “Spero che sia falso perché è la cosa più razzista che abbia mai visto provenire da questa Casa Bianca”, ha scritto dal canto suo il senatore afroamericano repubblicano Tim Scott.

Non è la prima volta che Trump utilizza l’intelligenza artificiale contro l’ex presidente Obama. Lo scorso anno su Truth Social è stato pubblicato un video realizzato con l’IA in cui Obama veniva arrestato nello Studio Ovale e compariva dietro le sbarre con una tuta arancione. Successivamente è stata pubblicato una clip realizzata tramite intelligenza artificiale del leader della minoranza della Camera Hakeem Jeffries con baffi finti e un sombrero.

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