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La Commissione Ue propone il 20° pacchetto di sanzioni contro la Russia: per la prima volta c’è lo “strumento anti-elusione”

L'Unione Europea vuole limitare l'esportazione di beni e tecnologie verso paesi che non sono nella "lista nera" per impedire che i prodotti arrivino a Mosca tramite terzi. Colpite altre 45 banche regionali, le criptovalute e la flotta-ombra, che sale a 640 imbarcazioni. Individuati anche otto ufficiali dell'esercito russo ritenuti responsabili della strage di Bucha
La Commissione Ue propone il 20° pacchetto di sanzioni contro la Russia: per la prima volta c’è lo “strumento anti-elusione”
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Anti-Circumvention Tool. È questa la novità del ventesimo pacchetto di sanzioni proposto dalla Commissione Ue nei confronti della Russia, alla vigilia di un triste anniversario: quattro anni dall’invasione dell’Ucraina da parte delle truppe di Mosca. Quella che nelle intenzioni del presidente Putin doveva essere una “operazione speciale” si è trasformata in una guerra di logoramento. Bruxelles ritiene che le sanzioni siano la strada giusta per colpire il Cremlino, e introduce lo “strumento anti elusione”. A presentare la novità è stata Kaja Kallas, Alta rappresentante Ue per gli Affari esteri che dice: “La Russia continua a rispondere alla diplomazia con missili. Siamo determinati a rendere quella scelta dolorosamente costosa”.

L’Anti-Circumvention Tool è un meccanismo introdotto nel 2023 per limitare o vietare l’esportazione di beni sensibili e tecnologie a duplice uso verso nazioni che facilitano il transito di tali prodotti a favore della Russia. Nello specifico, le restrizioni, rivolte verso 40 e più aziende sia in Russia che in altri Paesi, riguarderanno “materiali e tecnologie come vetreria da laboratorio, prodotti chimici, gomma e strumenti per la produzione di metalli, e controlli più severi sulle esportazioni relativi a oltre 50 aziende in Russia e all’estero”.

La proposta, più in generale, riguarda energia, servizi finanziari e commercio e i rappresentanti dei 27 ne discuteranno la prossima settimana. Si parla anche della flotta-ombra, le unità utilizzate da Mosca per commercializzare greggio, nonostante i divieti. Dice la presidente Ursula von der Leyen: “Stiamo inserendo altre 43 navi nella flotta ombra, raggiungendo un totale di 640. Rendiamo inoltre più difficile per la Russia acquisire petroliere da utilizzare per la flotta ombra e aggiungiamo divieti generalizzati sulla fornitura di manutenzione e altri servizi per le petroliere Gnl e le navi rompighiaccio, per danneggiare ulteriormente i progetti di esportazione del gas. Questo integra il nostro divieto sulle importazioni di Gnl concordato con il 19° pacchetto e il Regolamento RepowerEU”.

Altro aspetto importante, mettere i bastoni tra le ruote alle transazioni economiche: “Limitare ulteriormente il sistema bancario russo e la sua capacità di creare canali di pagamento alternativi per finanziare l’attività economica. Questo è il punto debole della Russia e stiamo esercitando una forte pressione su di esso. Stiamo inserendo altre 20 banche regionali russe e adotteremo misure contro le criptovalute, le società che le scambiano e le piattaforme che consentono il trading di criptovalute, per bloccare ogni possibilità di elusione. Stiamo inoltre prendendo di mira diverse banche di paesi terzi coinvolte nel commercio illegale di beni sanzionati”.

Ed ancora: “Inaspriremo le restrizioni all’esportazione verso la Russia con nuovi divieti su beni e servizi, dalla gomma ai trattori e ai servizi di sicurezza informatica, per un valore di oltre 360 milioni di euro. Introduciamo inoltre nuovi divieti all’importazione di metalli, prodotti chimici e minerali essenziali, non ancora soggetti a sanzioni, per un valore di oltre 570 milioni di euro. E introduciamo ulteriori restrizioni all’esportazione di prodotti e tecnologie utilizzati per l’impegno bellico russo, come i materiali utilizzati per la produzione di esplosivi. Proponiamo una quota sull’ammoniaca per limitare le importazioni esistenti”.

Si potrebbero sollevare dubbi sull’efficacia dei pacchetti già varati, ma Von Der Leyen è convinta della bontà della strategia dell’Unione e parla anche lei dello strumento anti-elusione: “Per dimostrare la nostra determinazione a ridurre l’evasione delle sanzioni, attiveremo per la prima volta lo strumento anti-elusione, vietando l’esportazione di macchine e radio a controllo numerico computerizzato verso giurisdizioni in cui vi è un rischio elevato che questi prodotti vengano riesportati in Russia. Infine, proponiamo maggiori garanzie legali per le aziende dell’Ue, per proteggerle dalle violazioni dei loro diritti di proprietà intellettuale o da espropriazioni ingiuste in Russia a causa di sentenze abusive dei tribunali in relazione alle sanzioni”.

E i colloqui trilaterali ad Abu Dhabi tra Russia, Ucraina e Stati Uniti? Von der Leyen la vede così: “Mentre l’Ucraina continua a difendersi con straordinario coraggio sul campo di battaglia, il Cremlino sta raddoppiando i crimini di guerra, colpendo deliberatamente abitazioni e infrastrutture civili. Impianti energetici e sistemi di riscaldamento sono stati tutti presi di mira, lasciando intere comunità senza elettricità a temperature gelide. Questa non è la condotta di uno Stato che cerca la pace. È il comportamento di una nazione che conduce una guerra di logoramento contro una popolazione civile innocente”.

In termini di numeri, la Commissione propone altri 13 inserimenti nella “lista nera” relativi alla fornitura di vari componenti provenienti da Cina, Bielorussia, Uzbekistan, Kazakistan ed Emirati Arabi Uniti; otto ufficiali dell’esercito russo ritenuti responsabili del massacro di Bucha, e tre entità coinvolte nel rapimento di bambini ucraini. E poi l’aspetto della propaganda: sanzioni nei confronti di sei personaggi che rilanciano le tematiche a senso unico e una clausola contro i siti che aggirando il divieto di trasmissione, propongono gli stessi contenuti di Russia Today e Sputnik.

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