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Fiom e Uilm a Bruxelles contro le politiche della Commissione: “Risorse per la transizione, non per il riarmo”

Flash mob e incontro con gli europarlamentari (assenti FI e Lega) per chiedere un intervento che scongiuri la deindustrializzazione di settori chiave: "Investire nei settori civili"
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Un presidio, l’incontro con gli europarlamentari e il rinnovo di richieste per salvare l’industria continentale. C’erano anche Fiom, Uilm e Fim – oltre ai rappresentanti dei lavoratori di Filctem, Femca, Flaei e Uiltec – a Bruxelles per la giornata di mobilitazione europea, organizzata da IndustriAll Europe, per chiedere all’Unione Europea politiche mirate a favorire investimenti pubblici e privati nell’industria e nell’innovazione, per difendere posti di lavoro e lo sviluppo di nuova buona occupazione e per tutelare i diritti degli operai. I sindacati sono tornati davanti – e dentro – le istituzioni europee per chiedere una scossa di fronte ai rischi legati alla transizione e al momento geopolitico, tra dazi e avanzata della Cina.

“Le politiche della Commissione Ue stanno distruggendo di fatto l’industria europea. C’è una complicità dei governi: non ci sono investimenti per la transizione e la garanzia occupazionale. Dall’automotive alla siderurgia – ha attaccato il segretario generale della Fiom, Michele De Palma – sono settori cruciali per la sovranità europea e in questo momento soffrono processi di ristrutturazione. Bisogna cambiare direzione: serve investire, ma non nel riarmo bensì nei settori civili”.

Rocco Palombella, leader della Uilm, si è concentrato sulle vicende Ilva e Stellantis: “Sono in crisi insieme all’elettrodomestico e altri settori. Cosa aspettiamo? L’Europa continua a fare politiche che dividono gli Stati. Manca la sensibilità necessaria, mentre i lavoratori attendono una risposta. E la risposta non può essere trasformare le fabbriche di auto in fabbriche di armi. Il lavoro fa termine i conflitti, non il contrario. Chiediamo una politica industriale vera, una forte azioni europea che tenga conto di quali sono i veri problemi”.

Al termine del flash mob in Place du Luxembourg, i sindacati hanno incontrato i parlamentari italiani eletti al Parlamento Ue dei gruppi di AVS (Benedetta Scuderi e Leoluca Orlando), del PD (Alessandra Moretti, Brando Benifei, Giorgio Gori, Annalisa Corrado e Giuseppe Lupo) e del M5S (Pasquale Tridico Mario Furore, Valentina Palmisano, Gaetano Pedullà e Danilo Della Valle). Presente anche Michele Picaro di Fratelli D’Italia. “Assenti, seppur invitati, gli altri”, fa notare la Fiom.

La richiesta dei sindacati è quella di intervenire nei settori chiave per scongiurare un processo di deindustrializzazione, oltre che delocalizzazioni e acquisizioni da parte di società straniere e, soprattutto, fondi finanziari speculativi. Viene anche chiesto di regolare il local content, definendo che un prodotto deve essere realizzato in Europa per almeno l’80% delle ore di lavoro richieste. È stata inoltre ribadire la necessità di attribuire i fondi solo con condizionalità sociali vincolanti e aprire alla possibilità che lo Stato, oltre che finanziare progetti, possa partecipare direttamente al capitale sociale delle aziende.

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