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Scandalo Epstein, il premier inglese Starmer chiede scusa: “Mi dispiace aver creduto alle bugie di Mandelson”

Il primo ministro - promettendo la pubblicazione di documenti per ricostruire la vicenda - ha ammesso di aver assegnato l'incarico "all'eminenza grigia" del Labour, nonostante i servizi segreti lo avessero avvisato dei rapporti tra lui e il finanziere pedofilo americano
Scandalo Epstein, il premier inglese Starmer chiede scusa: “Mi dispiace aver creduto alle bugie di Mandelson”
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Tempi duri per il premier Keir Starmer. Come se non bastasse l’avanzata della destra populista di Reform Uk e i sondaggi che lo relegano in fondo alle preferenze – secondo Yougov solo il 18% dei britannici ha un’opinione positiva di Starmer rispetto al 75% che si esprime in modo negativo – sul capo del leader laburista arriva la tegola Epstein.

Il primo ministro ha negato di essere stato a conoscenza “del legame oscuro” fra il finanziere pedofilo e Peter Mandelson, un tempo fidato consigliere del New Labour di Tony Blair e poi spedito come ambasciatore negli Stati Uniti nel dicembre 2024. “Le vittime di Epstein hanno vissuto un trauma che la maggior parte di noi fa fatica a comprendere, e devono riviverlo ancora e ancora. Hanno visto ritardare l’assunzione di responsabilità. Voglio dire questo. Mi dispiace, mi dispiace per quello che vi è stato fatto, mi dispiace che così tante persone al potere abbiano fallito, mi dispiace di aver creduto alle bugie di Mandelson e avergli dato una carica”.

Queste le dichiarazioni di scuse pronunciate a un evento del Labour. Starmer ha cercato di segnare una distanza tra lui, i funzionari pubblici senza ombre, e Mandelson: “”Credo ancora che la maggior parte delle persone che prestano servizio nella vita pubblica, siano esse dipendenti o politici eletti, lo facciano per la stessa ragione: perché credono nel servizio, perché credono nel dovere. Ma non è quello che lo ha fatto Mandelson”. Starmer ha rilanciato l’impegno di pubblicare tutti i documenti sulla nomina di Mandelson come ambasciatore; avrebbe già voluto farlo – sostiene il premier – ma gli investigatori gli avrebbero consigliato di attendere per consentire una cernita rispetto alla diffusione di carte che possano avere un impatto sulla sicurezza nazionale.

Sul primo ministro si addensano nubi plumbee e la stampa già evoca uno scenario che riporta allo “scandalo Profumo”, che nel 1963 segnò la fine dei governi conservatori. La vicenda – un perfetto intrigo di spie e sesso – coinvolse John Profumo, segretario di Stato per la guerra che nel 1961 aveva avuto una relazione con Christine Keeler, modella legata anche a Eugenij Ivanov, indicata come “talpa” russa.

Ora, Starmer non ha avuto direttamente legami con Epstein, ma la sua ammissione alla Camera dei Comuni, sotto la pressione dei conservatori, lo mette in una posizione poco confortevole: il primo ministro ha dovuto ammettere che gli 007 di Sua Maestà lo avevano informato – prima di conferire l’incarico di ambasciatore a Mandelson – dei rapporti di quest’ultimo con Epstein, anche dopo la condanna del finanziere americano, nel 2008, per sfruttamento sessuale di minorenni. Insomma, Starmer cammina sul filo del rasoio mentre Mandelson martedì ha lasciato il suo incarico alla Camera dei Lord, ed è sotto inchiesta per la “cattiva condotta” durante il suo mandato.

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