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“Io come Vannacci? La cifra della comunicazione di Salvini è sempre stata la superficialità”: la risposta di Fini al leader leghista

L'ex presidente della Camera: "Il vicepremier parla di tanti argomenti senza quasi mai approfondire. Io fui dichiarato incompatibile da Berlusconi, mentre tra il ministro e il generale è stata una brevissima e spregiudicata convergenza di interessi"
“Io come Vannacci? La cifra della comunicazione di Salvini è sempre stata la superficialità”: la risposta di Fini al leader leghista
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Roberto Vannacci come Gianfranco Fini? E’ il pensiero di Matteo Salvini che davanti alla scissione del generale-eurodeputato ha pronosticato la fuoriuscita del militare campione di preferenze alle Europee mettendola in relazione a quella dell’ex presidente della Camera che se ne andò dal Pdl formato Berlusconi. Dalla sua Vannacci risponde che più che Fini lui si sente Giorgia Meloni che partì da pochi punti percentuali e ora guida il primo partito italiano. Dall’altra parte è anche Fini a rispondere a Salvini. L’intervista al Corriere della Sera parte da questa premessa: “La cifra della comunicazione di Salvini è sempre stata la superficialità, l’approssimazione. Parla di tanti argomenti senza quasi mai approfondire… Il paragone tra me e Vannacci non sta minimamente in piedi“. L’ex leader di An spiega: “Io non me ne sono andato dal Pdl che avevo contribuito a fondare, sono stato dichiarato ‘incompatibile‘ da Berlusconi, che in diretta tv mi disse che se volevo ‘far politica‘, cioè esprimere le mie opinioni non sempre collimanti con le sue, dovevo dimettermi da presidente della Camera”.

Quindi, sottolinea Fini, “non ci furono né traditi né traditori, fu l’epilogo di una frattura politica”. Quanto a Salvini e Vannacci “nulla di minimamente comparabile alla mia storia. La loro è stata una brevissima e spregiudicata convergenza di interessi, senza alcun retroterra e strategia politica. Salvini candidò Vannacci nella furbesca convinzione che gli fosse tatticamente utile e non potesse essere un problema”. Vannacci dovrebbe dimettersi da europarlamentare?, gli chiede il Corriere. “Il suo cinismo lo esclude a priori” aggiunge. “I prossimi mesi – conclude Fini – ci diranno se quel cinismo con cui Vannacci ha rinnegato la fedeltà alla parola data gli porterà i voti che sogna, personalmente ho molti dubbi”.

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