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Sulle liste d’attesa Gabanelli dà i numeri ma non le cause. Io dico: la sinistra ha ‘bombardato’ la sanità

Il Dataroom si limita a dire che, negli anni 90, è stata fatta una legge senza dire neanche chi l’ha fatta. Ma in questo modo allo spettatore si nega il diritto di sapere
Sulle liste d’attesa Gabanelli dà i numeri ma non le cause. Io dico: la sinistra ha ‘bombardato’ la sanità
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Lunedì sera, al Tg La7, ho visto il Dataroom – letteralmente “la sala dati” – di Milena Gabanelli sulle liste d’attesa. La cosa che mi ha colpito, ancora una volta (quindi, una sgradevole riconferma), è che sulla sanità il giornalismo è come una macchina ma che cammina con il freno a mano tirato. È un giornalismo evidentemente convinto che per non favorire la destra si devono nascondere i delitti commessi dalla sinistra anche se questi delitti perpetuati mettono in mezzo ad una strada milioni e milioni di persone.

La “sala dati” di Gabanelli spiega le statistiche quindi i numeri: quelli delle liste di attesa, della libera professione dei medici, ricordando, genericamente, che negli anni 90 è stata fatta una legge sull’intramoenia. Ma essa è una “sala dati” che non interpreta mai niente cioè in realtà non spiega mai niente. E invece spiego io: nel caso dell’intramoenia – alla quale la Gabanelli attribuisce buona parte dei mali della sanità – siamo di fronte al caso più inquietante di tradimento e di prostituzione politica nel quale la ministra Bindi quindi parliamo di centro sinistra, venendo meno ai suoi doveri costituzionali (art. 32), ha svenduto i diritti dei cittadini ad una sindacato ospedaliero amico (Anaao), concedendogli di fare la libera professione negli ospedali pubblici. Più che una riforma, una controriforma.

Gabanelli si limita a dire che, negli anni 90, è stata fatta una legge senza dire neanche chi è stato. Non spiega perché è stata fatta e meno che mai descrive il problema di milioni di cittadini che non avendo i soldi non hanno fatto in tempo ad essere curati neanche negli ospedali pubblici, quelli – per intenderci – che sono morti nelle liste di attesa. Il giornalismo della “sala dati” che ci propone Gabanelli è sicuramente “denotativo” cioè spiega perfettamente i numeri statistici ma in nessun caso è un giornalismo “connotativo” cioè una informazione che, in scienza e coscienza, come diciamo noi in sanità, si prende la responsabilità di una interpretazione.

Trovo che Gabanelli, considerata da taluni come la “bocca della verità” della tv, alla fine cada nel paradosso del poliziotto che denuncia i delitti, cioè conta i morti, senza mai trovare i colpevoli. Ma lo spettatore in questo modo è come se fosse imbrogliato, gli si nega il diritto di sapere “perché” oggi non abbiamo più una sanità pubblica ma abbiamo una “privatocrazia sanitaria” e soprattutto “come” sia potuto accadere ciò dal momento che il diritto fondamentale alla salute è sancito in Costituzione come fondamentale (art. 32). Alla fine di che è la colpa se oggi almeno 6 milioni di cittadini – non riuscendo a pagarsi e cure – sono di fatto abbandonati al loro destino?

In sanità oggi abbiamo un governo di destra che sta usando le controriforme fatte dalla sinistra (Prodi e Bindi) per distruggere la sanità pubblica e l’art 32. La situazione oggi è quella che mi permetto di definire “sanità come Gaza” quindi una sanità che di fatto è bombardata H24 da circa 30 anni. Secondo voi come dovrebbe stare? Alla fine è ovvio che essa si trovi esattamente come descrive la “sala dati” di Gabanelli: un sistema pubblico raso al suolo.

Se la situazione è questa, le soluzioni che cerca la Gabanelli non sono solo ridicole ma sono financo grottesche: l’unica possibilità per salvare la sanità pubblica è smettere semplicemente di bombardarla. Ma per smettere di bombardarla, il Pd dovrebbe ritirare almeno idealmente le controriforma fatte negli anni 90, come gesto di onestà, di coerenza e di amore nei confronti del popolo oppresso. Invece fino ad ora né il Pd né Rosy Bindi l’hanno mai chiesto. Ma se la sinistra che dice di volere la pace e lei per prima non è disponibile a sospendere i bombardamenti, perché mai lo dovrebbe fare la destra che da queste macerie ha tutto da guadagnare?

Personalmente penso che la sinistra da questa situazione, a differenza della destra, abbia tutto da perdere. Vedremo.

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