Il mondo FQ

“AI e influencer faranno crollare del 43% il traffico Internet dei siti di informazione nei prossimi tre anni”

Le previsioni sono del Reuters Institute. Le notizie si riposizioneranno su YouTube, TikTok e Instagram e su piattaforme di IA come ChatGpt, Gemini e Perplexity
“AI e influencer faranno crollare del 43% il traffico Internet dei siti di informazione nei prossimi tre anni”
Icona dei commenti Commenti

Una rivoluzione che è già iniziata e che nel giro di tre anni farà crollare il traffico internet dei siti di informazione del 43%. Alla base del cambiamento, drastico, ci sono intelligenza artificiale e influencer, che spingono sul formato video e rendono vulnerabile la sostenibilità economica. La via d’uscita, e per salvarsi, può essere rappresentata da “distintività umana e autorevolezza” e la revisione degli accordi con i big del settore. A tracciare lo scenario è un rapporto del Reuters Institute condotto tra 280 leader digitali in 51 Paesi, tra novembre e dicembre 2025, che avanza le previsioni per il 2026. “Le preoccupazioni – si legge – si concentrano su AI Overview di Google che ora appare in cima a circa il 10% dei risultati di ricerca negli Stati Uniti e si sta rapidamente diffondendo altrove”. In pratica, i motori di ricerca stanno diventando “answer engines” cioè interfacce che rispondono direttamente nei risultati di ricerca riducendo la necessità di cliccare sui siti di notizie. Motivo per cui in Italia gli editori riuniti nella Fieg hanno chiesto all’Agcom di aprire un procedimento nei confronti di Big G. Il monitoraggio del Reuters Institute si innesta sul dato della società di analisi Chartbeat, secondo cui il traffico da Google verso oltre 2.500 siti sarebbe già sceso del 33% tra novembre 2024 e novembre 2025 a livello globale, -38% negli Usa.

In questo scenario alcuni editori stanno cercando nuovo pubblico tramite piattaforme di newsletter come Substack mentre si riducono gli sforzi sul vecchio Seo così come sui tradizionali social Facebook e X. Anche in considerazione del “calo sostanziale del traffico da Facebook (-43%) e X, ex Twitter (-46%) negli ultimi tre anni”. Per riposizionarsi nella distribuzione delle notizie le previsioni sono di uno spostamento su YouTube, TikTok e Instagram e su piattaforme di IA come ChatGpt, Gemini e Perplexity.

Altro elemento di preoccupazione, secondo il rapporto, è l’ascesa di creators e influencer. Più di due terzi (70%) teme “venga sottratto tempo e attenzione ai contenuti delle testate e quattro su dieci (39%) temono di perdere i migliori talenti in favore di questo ecosistema che offre più controllo e maggiori ricompense finanziarie”. In risposta a questa concorrenza, tre quarti (76%) degli editori intervistati afferma che cercherà di convincere i giornalisti a comportarsi di più come i creators.

L’adozione dell’IA, per il 97% intervistati, tenderà ad aumentare nelle trascrizioni di notizie, processi ripetitivi, metadatazione, assistenza all’editing. E saliranno anche gli usi per la raccolta delle notizie (82%) e per il coding/prodotto (81%), segno che “l’IA non è più solo uno strumento editoriale ma anche una leva industriale per costruire software e testare nuove funzionalità”. Il rapporto cita anche l’aumento degli accordi con i big come Google, OpenAI e Amazon per creare nuove entrate dalla concessione di contenuti (o da una quota delle entrate pubblicitarie) all’interno dei chatbot. Circa un quinto (20%) degli intervistati si aspetta che i ricavi futuri siano sostanziali, la metà (49%) si aspetta invece un contributo minore. Un ulteriore 20% composto per lo più da editori locali ed emittenti pubbliche non si aspetta alcun reddito.

Infine, il rapporto mette in luce un effetto ‘barbell’, cioè due estremi: da un lato i media che puntano su distintività umana, originalità e autorevolezza. Dall’altro quelli che useranno l’IA e l’automazione per fare profitti a basso costo. Chi resta nel mezzo rischia di essere stritolato. “La migliore risposta del giornalismo è raddoppiare le cose che ci rendono preziosi e unici”, afferma Taneth Evans, responsabile del settore digitale del Wall Street Journal.

Gentile lettore, la pubblicazione dei commenti è sospesa dalle 20 alle 9, i commenti per ogni articolo saranno chiusi dopo 72 ore, il massimo di caratteri consentito per ogni messaggio è di 1.500 e ogni utente può postare al massimo 150 commenti alla settimana. Abbiamo deciso di impostare questi limiti per migliorare la qualità del dibattito. È necessario attenersi Termini e Condizioni di utilizzo del sito (in particolare punti 3 e 5): evitare gli insulti, le accuse senza fondamento e mantenersi in tema con la discussione. I commenti saranno pubblicati dopo essere stati letti e approvati, ad eccezione di quelli pubblicati dagli utenti in white list (vedere il punto 3 della nostra policy). Infine non è consentito accedere al servizio tramite account multipli. Vi preghiamo di segnalare eventuali problemi tecnici al nostro supporto tecnico La Redazione