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Roberto Vannacci lascia la Lega, l’annuncio: “Proseguo da solo, lontano da impicci e compromessi”. Salvini: “Deluso e amareggiato”

L'ufficializzazione è arrivata poco dopo le 16 con un post su Instagram, in contemporanea con l'inizio del consiglio federale del Carroccio. Ieri l'incontro con Salvini
Roberto Vannacci lascia la Lega, l’annuncio: “Proseguo da solo, lontano da impicci e compromessi”. Salvini: “Deluso e amareggiato”
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Proseguo per la mia strada da solo, con tutti quelli che inseguono il sogno di lasciare ai propri figli un Paese migliore di quello che loro stessi hanno ricevuto dai propri genitori”. Con un post su Instagram Roberto Vannacci ufficializza il divorzio definitivo con la Lega. “Amo la mia Patria e voglio continuare a combattere per lei stando lontano da impicci, compromessi di convenienza e inciuci“, aggiunge attaccando direttamente il partito del quale è stato per meno di un anno vicesegretario. Frasi che accompagnano il simbolo del suo nuovo movimento Futuro Nazionale che, scrive Vannacci, “da oggi è una realtà”. Poi un carosello con una sorta di programma di quello che da oggi è il partito del generale: in Italia , si legge, “esiste una parte viva, vasta e profonda della cittadinanza che non si riconosce più in una dialettica timida, fatta di tinte spente e volti smorti, di braccia basse e calici annacquati, di linguaggi misurati e vie di mezzo. Di tutto questo gli italiani sono stufi”. “La mia destra – scrive Vannacci – non è un menu à la carte, non è una sinistra sbiadita e un po’ meno alla moda, non è a geometria variabile come la famiglia queer e, soprattutto, non è moderata“. Infine l’invito: “Chi mi ama mi segua“.

L’incontro con Salvini e la decisione

La notizia era già trapelata in mattinata e l’annuncio ufficiale è arrivato in contemporanea all’inizio del consiglio federale del Carroccio in via Bellerio a Milano. Ieri sera (lunedì) Vannacci ha incontrato il leader del partito Matteo Salvini: un faccia a faccia molto atteso dopo le tensioni provocate dal deposito del simbolo di Futuro Nazionale. Il confronto però non è stato utile a risolvere la questione: la strappo è definitivo. “Ti voglio bene, ma la mia strada è un’altra”, è stato il messaggio di Vannacci al segretario. Tra i due, viene sottolineato, “nessun litigio ma una presa d’atto“. Vannacci ha anche lasciato, sempre oggi, il Gruppo dei Patrioti per l’Europa al Parlamento europeo, la formazione che ospita, oltre alla Lega, il Rassemblement National di Marine Le Pen. La sua permanenza è divenuta incompatibile con la struttura politica del gruppo, sapere dalla delegazione della Lega.

Salvini: “Deluso e amareggiato”

“Arrabbiato? No. Deluso e amareggiato”, inizia così il lungo sfogo di Matteo Salvini postato sui social dopo l’annuncio di Vannacci. Il leader della Lega ripercorre i passi del generale nel partito che gli ha “spalancato le porte” quando “aveva tutti contro”: poi la candidatura alle europee e la nomina a vicesegretario del Carroccio. “Da parte mia e di tanti, sempre massima disponibilità”, scrive Salvini. “Purtroppo, però, far parte di un partito, di una comunità, di una famiglia non significa solo ricevere, essere al centro di tutto, ottenere posti e candidature: è soprattutto lavoro, costruzione, sacrificio e, prima di tutto, lealtà. In questi mesi, invece, abbiamo vissuto polemiche, problemi, tensioni, simboli di possibili nuovi partiti e associazioni, attacchi a chi la Lega la vive e la ama da anni”, replica il vicepremier. “Siamo abituati a pensare che parole come onore, disciplina e lealtà abbiano un significato preciso, specie per chi ha indossato una divisa“, aggiunge Salvini che posta anche un video di Vannacci a Pontida mentre respingeva le ricostruzioni di chi affermava che stesse usando la Lega come fosse un pulmino e dal palco scandiva: “Io ci credo nella parola data e nell’onore”. “La storia purtroppo spesso si ripete: quanti ne abbiamo visti – continua Salvini – cambiare bandiera e partito, senza ovviamente lasciare il posto in Parlamento e tradendo voto e fiducia dei cittadini. Dispiace umanamente prima ancora che politicamente, ma andiamo avanti tranquilli per la nostra strada”, conclude il segretario. “Ci ricordiamo Fini e ci ricordiamo come è finita la parabola“, ha aggiunto Salvini durante la registrazione di Cinque minuti su Rai Uno.

Il nuovo partito

Così Futuro Nazionale da logo contestato diventa il suo nuovo partito, spostandosi ancora più a destra rispetto alle posizioni del Carroccio. Un simbolo che nelle scorse ore ha provocato anche la reazione di Nazione Futura di Francesco Giubilei che lo presentato un’opposizione formale all’ufficio europeo dei brevetti, per bloccare il marchio: è ritenuto troppo simile al loro e quindi a rischio confusione.

Le reazioni nella Lega

Fonti parlamentari del Carroccio, prima dell’annuncio, sottolineavano che “Vannacci è stato convocato al consiglio federale di oggi, una riunione organizzata per parlare soprattutto di sicurezza. Se Vannacci deciderà davvero, da vicesegretario, di disertare lasciando la Lega per fondare un nuovo partito, siamo certi si dimetterà anche da europarlamentare“. Il messaggio è chiaro e la separazione rischia di trasformarsi in uno scontro frontale. Il primo commento ufficiale è stato quello del senatore leghista Claudio Borghi: “E con Roberto aggiungiamo pure questa delusione personale alle non poche che ho avuto nella mia vita professionale e politica. Pazienza. Si apprezzano ancora di più quelli che ci sono sempre stati (e sempre ci saranno). Ogni giorno sempre combattere”, scrive sui social. Poi arriva anche la dichiarazione l’ex governatore del Veneto Luca Zaia, che spesso ha contrastato le posizioni del generale: “Non sono sorpreso vista la lunga carriera che ha avuto in lega ovvero neanche un anno, che è la conferma che ha preso atto di essere un corpo estraneo. Probabilmente aveva altro progetto, non ha trovato il giusto substrato per farlo crescere in Lega e oggi decide di camminare con le sue gambe”, commenta Zaia: “Vedremo – aggiunge – anche quale sarà il potenziale di questa marcia che farà in solitaria. Ho visto situazioni migliori, ne ho vissute di peggiori in Lega per cui di certo non stiamo qui a stracciarci le vesti perché Vannacci se ne va via, ne prendiamo atto e noi andiamo avanti per la nostra strada”.

L’incognita dei 4 parlamentari

Intanto la notizia accende il dibattito all’interno della Lega. Fonti parlamentari raccontano di primi commenti positivi. “Molti stanno festeggiando”, sottolinea chi ha incrociato in mattina i deputati. Per tanti, viene raccontato, si tratta di una soluzione “che finalmente è arrivata”. E a Montecitorio gli occhi sono puntati sulle mosse dei 3 parlamentari “vannacciani”: Domenico Furgiuele, Rossano Sasso ed Edoardo Ziello che da ultimo, hanno votato contro le armi a Kiev, bocciando la risoluzione unitaria di maggioranza, approvata dopo le comunicazioni del ministro Crosetto lo scorso 15 gennaio. C’è poi anche l’ex Fdi Emanuele Pozzolo cacciato dal partito di Giorgia Meloni dopo la nota vicenda dello sparo di capodanno che ultimamente non ha nascosto “una comunanza di visioni con molte posizioni del generale”.

L’incontro con Renzi e la querela annunciata

Nei giorni scorsi, tra l’altro, il Corriere della Sera aveva pubblicato un retroscena politico: Vannacci avrebbe incontrato almeno due volte in maniera riservata Matteo Renzi, per elaborare una strategia anti-Meloni. Una notizia che ha scatenato la durissima reazione del leader di Italia Viva: “Mai incontrato, tutto inventato“, ha detto Renzi. Poi però è arrivata la contro-replica del Corriere, firmata dallo stesso autore dell’articolo: “Due fonti autorevoli e degne di fede confermano che l’onorevole Renzi e l’onorevole Vannacci si sono visti. Abbiamo anche riscontri sulla sede dell’ultimo incontro, avvenuto circa due settimane fa“, ha scritto. Proprio su questo retroscena è intervenuto oggi lo stesso Vannacci annunciando querela nei confronti del giornale di via Solferino: “È una storia completamente falsa e infondata: mai incontrato Renzi in alcun circolo romano per nessun tipo di accordo”, incalza l’eurodeputato. “Queste operazioni falliscono sempre. Il popolo sa leggere tra le righe e distingue i retroscena credibili dalle invenzioni”, conclude.

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