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Morte di Paolo Mendico, un gruppo di studenti ha manifestato in difesa di preside e prof: “Non siamo la scuola dei bulli”

"Siamo persone non notizie, accusare non è dimostrare" ma anche "Pacinotti uguale famiglia e verità vera per Paolo”, alcuni degli slogan del corteo
Morte di Paolo Mendico, un gruppo di studenti ha manifestato in difesa di preside e prof: “Non siamo la scuola dei bulli”
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“Il nostro pensiero va prima di tutto al nostro compagno e alla sua famiglia ma siamo qui anche per difendere la nostra scuola, la nostra preside e le due docenti della sede di Santi Cosma e Damiano, tutte e tre raggiunte da un ingiusto provvedimento di sospensione. Non accettiamo che venga distrutta l’immagine della dirigente che ha dato tanto a questa scuola”. Il minuto di silenzio per Paolo Mendico, il ragazzo che si è tolto la vita lo scorso 11 settembre, è appena terminato quando i ragazzi prendono la parola. Sono in circa duecento a essere scesi in piazza a Fondi in queste ore per stringersi attorno alla preside Gina Antonietti punita dall’Ufficio scolastico regionale Lazio. Dopo giorni in cui tutti sono stati zitti per rispetto a quanto accaduto ora i giovani e le loro famiglie non ci stanno a “essere vittime di un linciaggio mediatico”, dicono.

Dietro un lungo corteo con gli slogan “Siamo persone non notizie, accusare non è dimostrare” ma anche “Pacinotti uguale famiglia e verità vera per Paolo”, tanti studenti ma anche mamme, papà e il primo cittadino di Fondi, Beniamino Maschietto che ha voluto essere presente per ascoltare i giovani. “Noi studenti del Pacinotti – hanno spiegato i ragazzi – vogliamo dire con chiarezza che siamo in disaccordo con le sanzioni che sono state prese nei confronti della preside. Per noi non è mai stata una figura distante o assente. Al contrario: è sempre stata disponibile, attenta, pronta ad aiutarci, pronta ad ascoltarci, pronta a mettersi dalla parte degli studenti. È anche grazie a lei se il Pacinotti è tornato in alto, se questa scuola ha ritrovato dignità, valore, e soprattutto un senso di comunità. Questa scuola non è solo un edificio: è una famiglia. Quello che è successo, e il modo in cui è stato trasformato in un caso mediatico, ha avuto un impatto enorme anche su di noi. Non solo per il dolore, ma anche per la paura. Paura di parlare, paura di esprimerci, paura di essere giudicati o attaccati. La nostra scuola ha ricevuto minacce, sia sui social che telefonicamente. Questo ha creato un clima pesante, difficile, che ha colpito la nostra serenità”.

Poco dopo un altro giovane del plesso di “San Damiano e Cosma” ha preso la parola: “Il nostro istituto è stata definito come la scuola dei bulli, ma noi non lo siamo; siamo ragazzi, che stanno imparando non solo conoscenze ma anche i valori. Stiamo crescendo come uomini grazie all’aiuto della nostra dirigente e dei nostri insegnanti che in tutti questi anni, ci hanno sempre ascoltato e confortato in tutte le nostre insicurezze”.

I ragazzi e le ragazze presenti hanno voluto ricordare Paolo, chiedere giustizia per lui ma nessuno ha accettato l’azione del ministero, nemmeno i genitori. Una mamma nell’anfiteatro comunale ha preso la parola e ha spiegato: “Sentiamo il dovere di esprimere pubblicamente il nostro sostegno alle ragazze e ai ragazzi che hanno deciso di manifestare la solidarietà alla dirigenza scolastica, oggetto in questi giorni di una campagna mediatica che riteniamo ingiusta, distorta e profondamente lesiva delle professionalità che operano in questo contesto scolastico. La scelta dei nostri figli nasce da un senso di responsabilità, di partecipazione e di fiducia nella comunità scolastica in cui crescono ogni giorno. È una presa di posizione consapevole, non strumentale, che merita rispetto e ascolto, non delegittimazione. Come genitori, riconosciamo in questo gesto un importante esercizio di cittadinanza attiva e di spirito critico”.

Se hai bisogno di aiuto o conosci qualcuno che potrebbe averne bisogno, ricordati che esiste Telefono amico Italia (0223272327), un servizio di ascolto attivo ogni giorno dalle 10 alle 24 da contattare in caso di solitudine, angoscia, tristezza, sconforto e rabbia. Per ricevere aiuto si può chiamare anche il 112, numero unico di emergenza. O contattare i volontari della onlus Samaritans allo 0677208977 (operativi tutti i giorni dalle ore 13 alle 22).

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