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Gaza, Israele annuncia la riapertura del valico di Rafah da domenica: “Consentito solo il traffico pedonale in entrata e uscita”

Non è previsto l’utilizzo del valico di Rafah per il trasporto di merci. Sono migliaia i palestinesi feriti o gravemente malati in attesa di uscire per ricevere le cure all'estero
Gaza, Israele annuncia la riapertura del valico di Rafah da domenica: “Consentito solo il traffico pedonale in entrata e uscita”
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A pochi giorni dal ritrovamento e rimpatrio della salma dell’ultimo ostaggio rimasto nella Striscia, Israele ha annunciato che domenica sarà riaperto il valico di frontiera di Rafah, al confine con l’Egitto. Sarà consentito però il solo traffico pedonale in entrambe le direzioni. Il controllo sulle entrate e le uscite rimarrà in capo a Tel Aviv, ha affermato il coordinatore delle attività governative nei Territori del Ministero della Difesa israeliano. “L’uscita e l’ingresso nella Striscia di Gaza attraverso il valico di Rafah saranno consentiti in coordinamento con l’Egitto, previa autorizzazione di sicurezza degli individui da parte di Israele e sotto la supervisione della missione dell’Unione Europea, in modo simile al meccanismo implementato nel gennaio 2025″, ha spiegato il Cogat. Non è previsto l’utilizzo del valico di Rafah per il trasporto di merci: Israele ha richiesto che tutti i camion passino attraverso i propri posti di blocco.

Chi durante i due anni di bombardamenti ha cercato la salvezza in Egitto potrà chiedere di tornare nella Striscia, ma la risposta dipenderà dalle autorità israeliane. “Il ritorno dei residenti dall’Egitto alla Striscia di Gaza sarà consentito, in coordinamento con l’Egitto, solo per i residenti che hanno lasciato Gaza durante il corso della guerra e solo dopo aver ottenuto l’autorizzazione di sicurezza da parte di Israele. Oltre all’identificazione e allo screening iniziali al valico di Rafah da parte della missione dell’Unione Europea, un ulteriore processo di screening e identificazione sarà condotto presso un corridoio designato, gestito dall’istituzione della difesa in un’area sotto il controllo delle Idf”. Secondo i media israeliani però si tratterà di poche decine di persone e non sarà facile ottenere il via libera per rientrare. È probabile, viste le intenzioni più volte espresse dal governo, che sarà maggiore il flusso in uscita.

Il valico di Rafah era chiuso dal maggio del 2024 e la sua riapertura è attesa con ansia da mesi da decine di migliaia di palestinesi. In particolare da chi è gravemente malato o ferito e ha bisogno di cure salvavita all’estero, dal momento che i raid israeliani hanno distrutto il sistema sanitario della Striscia. A fine dicembre 2025, secondo l’Oms, erano quasi 17mila le persone in attesa di un’evacuazione medica, il 25% composto da bambini. Sono pazienti con patologie oncologiche o croniche, insufficienza renale oppure con gravi lesioni provocate dalle esplosioni, amputazioni e ustioni.

Nei giorni scorsi il premier Benyamin Netanyahu aveva parlato della cosiddetta fase due del piano di Trump escludendo, come già fatto in passato, la possibilità della nascita di uno Stato palestinese. “Israele eserciterà il controllo della sicurezza dal fiume Giordano al mare, e questo vale anche per la Striscia di Gaza” ha dichiarato in un video. “Ho sentito dire che permetterò la creazione di uno Stato palestinese a Gaza, ma questo non è successo e non succederà. Credo che sappiate tutti che la persona che ha ripetutamente bloccato la creazione di uno Stato palestinese sono io”. La ricostruzione della Striscia avverrà “solo con la smilitarizzazione di Hamas e non ci saranno soldati turchi o del Qatar” ha aggiunto.

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