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Iran, NYT: “Trump valuta il cambio di regime stile Venezuela”. Il Tycoon: “Navi Usa verso Teheran, spero di non doverle usare”

Erdogan: "Pronto e mediare". Sul tavolo del Pentagono possibili raid contro i siti nucleari e missilistici. Intanto una nave da guerra Usa ha attraccato in Israele. Le forze armate dell’ayatollah: "Pasdaran terroristi? Conseguenze ricadranno direttamente sui responsabili politici europei"
Iran, NYT: “Trump valuta il cambio di regime stile Venezuela”. Il Tycoon: “Navi Usa verso Teheran, spero di non doverle usare”
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Dopo la rivelazione dell’agenzia Reuters, anche il New York Times conferma la possibilità di un blitz americano in Iran (stile Venezuela) per deporre il leader supremo Ali Khamenei. Secondo la testata americana, il Pentagono ha presentato a Donald Trump una lista ampliata delle possibili opzioni militari contro l’Iran, per colpire i siti dei programmi nucleari e missilistici ma anche per indebolire l’ayatollah. Il presidente Usa tuttavia “spera” non sarà necessario il ricorso alle forze armate. “Abbiamo molte navi molto grandi e molto potenti che stanno navigando verso l’Iran proprio ora, e sarebbe fantastico se non dovessimo usarle”, ha dichiarato il Tycoon. Intanto, un’imbarcazione militare americana è attraccata in Israele, rafforzando il contingente in Medio Oriente. Mentre il turco Erdogan si propone come mediatore di un negoziato Usa-Iran. Fino a due settimane fa l’obiettivo si sarebbe limitato allo stop della violenta repressione delle proteste contro il regime. Ora invece si valutano raid delle forze americane contro i siti dei programmi nucleari e missilistici, o per indebolire il leader supremo fomentando le proteste. La soluzione diplomatica resta praticabile, ma il presidente ora adotta un approccio simile a quello che ha usato per il Venezuela, scrive il quotidiano americano.

Nave da guerra Usa ha attraccato in Israele

Un cacciatorpediniere lanciamissili della flotta Usa è arrivata al porto israeliano di Eilat, scrive il Times of Israel. Secondo il quotidiano l’attracco nella località marittimo è raro, da parte di imbarcazioni militari americane, malgrado navighino regolarmente nella zona del Mar Rosso. Secondo l’esercito di Tel Aviv, l’arrivo della nave da guerra era pianificato in anticipo e rientrava nell’ambito della cooperazione in corso tra le Idf e l’esercito statunitense. Nelle ultime settimane, gli Stati Uniti hanno trasferito risorse militari in Medio Oriente, aumentando la potenza di fuoco per aumentare la pressione sull’Iran.

Siti nucleari e basi con missili balistici possibili obiettivi: il ruolo di Israele

Tra le opzioni più rischiose per la Casa Bianca, secondo il Nyt, ci sarebbe quella di inviare segretamente commando statunitensi in Iran per distruggere o danneggiare gravemente parti del programma nucleare, sopravvissute ai bombardamenti americani dello scorso giugno, con l’operazione “martello di mezzanotte”. Le forze armate Usa si addestrano da tempo per missioni specializzate come l’infiltrazione in paesi come l’Iran per colpire siti nucleari o altri obiettivi di alto valore strategico.

Un’altra opzione, scrive il quotidiano, potrebbe essere una serie di attacchi contro obiettivi militari e strategici, per creare le condizioni affinché le forze di sicurezza iraniane (o altre forze) possano deporre la guida suprema, l’ayatollah Ali Khamenei, 86 anni. Non è chiaro, in questo scenario, chi governerebbe il Paese, né se un eventuale successore sarebbe più propenso a trattare con gli Stati Uniti. Israele sta insistendo per una terza opzione: vuole che gli Stati Uniti si uniscano a Tel Aviv in un nuovo attacco contro il programma di missili balistici iraniani, che, secondo i funzionari dell’intelligence, l’Iran ha in gran parte ricostruito dopo che Israele lo aveva devastato durante la guerra di 12 giorni dello scorso giugno.

Iran: “Pasdaran terroristi per l’Ue? Conseguenze ricadranno sui responsabili politici”. Regno Unito si allinea al Vecchio Continente

Ieri il Consiglio Ue degli affari esteri ha inserito i Guardiani della rivoluzione iraniana nell’elenco delle organizzazioni terroristiche, con la motivazione della spietata repressione della piazza e delle uccisioni di migliaia di manifestanti. Oggi anche il Regno Unito, secondo il Times, si prepara a mettere al bando i Pasdaran con una proposta di legge affidata al ministero dell’Interno, da approvare entro la fine dell’anno.

Lo Stato Maggiore delle Forze Armate iraniane, in un comunicato, ha condannato la designazione Ue minacciando ritorsioni: “Le pericolose conseguenze di questa decisione ostile e provocatoria ricadranno direttamente sui responsabili politici europei”. “L’azione irrazionale, irresponsabile e detestabile dell’Ue è stata indubbiamente intrapresa in obbedienza alle politiche egemoniche e disumane di Stati Uniti e Israele, e riflette la profondità dell’ostilità e del risentimento dei leader del blocco nei confronti dell’Iran, delle sue forze armate e della sua sicurezza”, ha aggiunto, citato dall’Irna. Già ieri sera il Ministero degli Esteri di Teheran ha definito la decisione dell’Ue “illegale, provocatoria e ipocrita”: “Gli europei dovrebbero essere ritenuti responsabili di questa misura offensiva, che mira a compiacere Israele e i suoi sostenitori guerrafondai negli Stati Uniti”.

Secondo l’agenzia di stampa semi-ufficiale Mehr News Agency, sono in fase di discussione e stesura quattro misure di ritorsione. Una proposta sposterebbe la protezione delle missioni diplomatiche europee in Iran, dalla polizia nazionale alle Guardie Rivoluzionarie. Un’altra iniziativa prevederebbe ispezioni speciali delle navi commerciali dirette verso destinazioni europee, da parte della forza navale della Guardia nazionale. Le autorità stanno anche esaminando l’espulsione collettiva degli addetti militari europei da Teheran. Una quarta proposta eliminerebbe i protocolli aeroportuali speciali per i diplomatici europei e li sottoporrebbe a ispezioni “come persone comuni”.

Colloqui Iran-Turchia a Istanbul: Erdogan si propone come mediatore

La Turchia è disposta a mediare per una “de-escalation” della tensione tra Usa e Iran. Lo ha reso nota il presidente Erdogan, con una nota diramata dopo il colloquio telefonico con il presidente iraniano Masoud Pezeshkian. Il presidente di Ankara “ha sottolineato che la Turchia è pronta ad assumere un ruolo di facilitatore tra Teheran e Washington per allentare le tensioni e risolvere i problemi”, dopo aver discusso a lungo con l’omologo iraniano “delle crescenti tensioni militari nella regione”. La telefonata si è svolta mentre a Istanbul è in visita il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, per un colloquio con l’omologo turco Hakan Fidan.

Secondo quanto riferisce l’agenzia iraniana Isna, il capo della diplomazia di Teheran avrà un incontro anche con il presidente turco Recep Tayyip Erdogan, mentre è prevista nel primo pomeriggio una conferenza stampa congiunta tra Araghchi e Fidan. Da quando è iniziata la crisi, Ankara si è opposta all’ipotesi di un intervento militare contro la Repubblica islamica e ha invitato l’Iran a tornare a negoziare con gli Stati Uniti. Ieri era giunto anche il monito del Cremlino indirizzato alla Casa Bianca: “No all’uso della forza, seminerebbe il caos nella regione”.

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