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Ultimo aggiornamento: 10:46 del 30 Gennaio

“Perché NO, guida al referendum su magistratura e politica”: il nuovo libro di Travaglio coi contributi di Gratteri e Zagrebelsky

La guida al referendum del direttore de il Fatto Quotidiano in uscita sabato 31 gennaio
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Il 22 e 23 marzo ci sarà il referendum costituzionale sulla magistratura e la politica. E sabato 31 gennaio uscirà il nuovo libro, edito da PaperFirst, del direttore de il Fatto Quotidiano, Marco Travaglio, intitolato Perché no – Guida al referendum su magistratura e politica in poche e semplici parole, coi contributi del procuratore capo di Napoli, Nicola Gratteri, e l’introduzione del giurista e costituzionalista Gustavo Zagrebelsky. “Fino a 24 ore dal referendum, dirò No a questa controriforma che apre la strada al controllo del governo sul pm – ha detto Gratteri – Non è una battaglia di categoria, ma di democrazia. Perché per noi magistrati dal lato pratico non cambia nulla: ciò che cambia, e in peggio, è il servizio giustizia per i cittadini”. “Quella che è presentata subdolamente come la riforma della giustizia è tutt’altra cosa: una rivalsa di certa politica contro certa magistratura per spostare gli equilibri costituzionali a favore dell’impunità della prima e a danno dell’autonomia dell’indipendenza della seconda” è l’analisi, in sintesi, di Zagrebelsky.

Le parole di Travaglio: “Il 22 e 23 di marzo ci sarà il referendum costituzionale. Ma esattamente su cosa andiamo a votare? Per spiegarlo ho scritto questo libro: ‘Perché NO. Guida al referendum su magistratura e politica. In poche e semplici parole’. C’è una bellissima prefazione di Gustavo Zagrebelsky, presidente emerito della Corte Costituzionale, e una chiacchierata con il procuratore di Napoli, Nicola Gratteri, che spiega le ragioni del no e le proposte alternative a questa riforma. Una riforma che, come scoprirete leggendo il libro, non c’entra assolutamente nulla con i veri problemi della giustizia: la lentezza, la farraginosità, la complessità e la delusione che spesso il processo penale genera in chi ha la fortuna o la sfortuna di imbattercisi. È un libro di servizio, di pronto intervento, perché parliamo di una materia tecnica che viene fatta passare come incomprensibile ai cittadini. Con uno strumento come questo, invece, credo ci siano ottime possibilità di capire davvero su cosa andiamo a votare e quali sono i moventi di questa riforma costituzionale che il governo ha imposto al Parlamento. Dopo l’introduzione di Zagrebelsky c’è una ricostruzione del referendum — quando, come e perché si vota — e poi una spiegazione di come funziona la giustizia penale in Italia: chi è il pubblico ministero, chi è l’avvocato difensore, chi è l’avvocato di parte civile, chi sono i giudici e perché hanno ruoli e gradi diversi. E poi cosa cambia se passa questa riforma, cioè se vince il sì, e perché secondo me conviene a noi cittadini votare no. Le bugie raccontate da chi spinge per il sì, i modelli stranieri spesso evocati e come funzionano davvero, gli errori giudiziari continuamente chiamati in causa — che questa riforma non risolve affatto, anche perché molti cosiddetti errori giudiziari non sono tali. E ancora: i voltagabbana del sì e del no, quelli che fino a ieri dicevano una cosa e oggi sostengono l’esatto opposto. Infine, la chiacchierata a cuore aperto con Nicola Gratteri, che racconta perché è importante che chi fa il pubblico ministero abbia fatto esperienza da giudice e viceversa.

Il libro è disponibile in edicola con il Fatto Quotidiano, oltre che in tutte le librerie e negli store online.

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A cura di Paolo Frosina
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